Forello, una raffica alla Grillo

Un attacco congiunto contro Orlando e Ferrandelli nel puro stile del leader dei Cinquestelle. “Hanno schierato un esercito per falsare le regole della democrazia: la loro è una campagna elettorale basata sulla clientela”

Ugo Forello è come un ciclista che nell’ultima tappa di una corsa a cronometro vede l’avversario vicino ma non tanto da poterlo raggiungere. E allora cambia rapporto, aumenta la pedalata, lancia la rincorsa. La sua cronometro termina l’11 giugno, considerato il silenzio elettorale, ha 10 giorni per annullare il distacco che lo separa da Orlando e Ferrandelli. Almeno stando agli ultimi numeri (sondaggio Demos per La Repubblica), avrebbe 5 punti da recuperare a Ferrandelli per andare al ballottaggio con Orlando, qualora questi non andasse oltre la quota del 38,2% sinora assegnatagli. Non è un caso che Forello abbia accentuato i toni dopo un inizio di campagna elettorale decisamente soft.

La sua veemenza stamattina ricordava quella di Beppe Grillo, i suoi toni accesi e le metafore sembravano erdeità genetica proveniente dal leaderone del quale mai prima d’ora ne aveva richiamato lo stile. Forello ha la percezione che il ballottaggio, due mesi fa ritenuto una chimera, è appena ad un rettilineo di distanza. E che al ballottaggio mai dire mai, come è accaduto a Torino.

Oggi ha dato una botta a destra e l’altra a sinistra durante il confronto tra sindaci tenuto davanti al cantiere di via Emerico Amari, quello in cui la Tecnis ha sommato più ritardi e che paralizza lo sbocco dal centro verso il porto non si sa da quanto.

Orlando ha scelto di non esserci. “Cosa avrebbe potuto dire ai cittadini di questa zona”, si domanda provocatoriamente Forello. “Si dimentica che qui, al di là di tutto c’è gente che vi abita e lavora. E non si capisce mai di chi è la responsabilità di questo cantiere infinito”.

Non c’era neanche Ferrandelli e Forello non ha usato metafore per recapitargli il suo messaggio. “Chi lo sostiene è la stessa maggioranza che governava con Cammarata. Fortunatamente non sarà mai sindaco di Palermo…”.

L’appello alla città è perentorio. “I palermitani non possono fare finta di niente. Devono assumersi la responsabilità di fare una scelta e mandare a casa chi ha ridotto così la nostra città. L’unica vera alternativa siamo noi, con la nostra voglia di fare e di restituire Palermo ai palermitani. Orlando e Ferrandelli hanno schierato un esercito di candidati contro i soli nostri 40 uomini. Tentano di falsare le regole della democrazia facendo una campagna elettorale di tipo clientelare. E mi assumo pienamente la responsabilità di ciò che dico”.

 

Pin It on Pinterest