Bar Alba, fine di un mito e di una leggenda che risale ai tempi di Tanino Troja

Un altro colpo mortale al peccato di gola. Sul mirino dei Nas è finita la storica pasticceria Alba di piazza Don Bosco a Palermo. I carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione hanno sequestrato stamattina 110 chili di crema di ricotta congelata abusivamente. Il titolare dell’azienda di cui sono state diffuse soltanto le iniziali ( G. C. di 72 anni) è stato denunciato per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.
Dopo il blitz effettuato nei giorni scorsi da Oscar, altro luogo di culto della pasticceria palermitana, i Nas hanno colpito un locale che già dalla fine degli anni ’60, è tra i più apprezzati e non solo a Palermo. Nonostante il successo abbia arriso ad Alba da molti decenni, si sono succedute diverse gestioni alla guida di questa storica sigla, una volta famosa soprattutto per le arancine al burro.
Proprio per queste specialità, Alba parecchi anni fa era stata oggetto di una leggenda metropolitana: si diceva che all’interno delle arancine ci mettessero il cibo per gatti. Assolute fesserie, ma alcuni giorni di chiusura, all’epoca, favorirono il propagarsi del pettegolezzo, si diceva messo in giro ad arte dalle rosticcerie rivali.
Il Bar Alba è entrato di diritto anche nelle cronache di un calcio che fu. Situato di fronte al Don Bosco e vicino allo Stadio della Favorita, era luogo di ritrovo di diversi calciatori che “festeggiavano” da quelle parti la fine degli allenamenti. La fama di Tanino Troja, l’indimenticato bomber di Resuttana, raggiunse vette inarrivabili, si narrava di 4 arancine alla volta, nonostante le smentite dell’attaccante che però qualche problema di peso l’aveva sempre avuto.
Alba fu tra i primi esercizi palermitani che negli anni ’90 organizzò la spedizione oltre Stretto di un’altra sua specialità: la cassata. Altri tempi e altre gestioni. Il blitz di oggi oscurerà chissà per quanto il mito e la leggenda.

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