Bando per dirigenti al comune di Palermo, Forello: “Una mossa elettorale per attirare consensi a 15 giorni dal voto. Chiediamo la revoca”

“Nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, serie speciale concorsi, ieri, è stato pubblicato l’avviso di concorso pubblico per dirigenti al comune di Palermo. Una mossa elettorale a 15 giorni dalle elezioni per attirare consensi. Chiediamo la revoca del bando e criteri oggettivi e trasparenti per la scelta dei dirigenti”. Lo dice il candidato sindaco del M5S a Palermo Ugo Forello. “Dopo gli avvisi di ricerca dei direttori generali – aggiunge -, con un compenso annuo pari a 150 mila euro per le aziende di proprietà del comune, l’amministrazione comunale a due settimane dal voto per le comunali, ha deciso di “fare squadra”, anzi di completare la squadra con il bando per i dirigenti”. “Eppure – prosegue Forello – occorre ripercorrere le tappe che hanno condotto alla pubblicazione degli avvisi: lo scorso 4 maggio con una delibera di giunta, il Comune ha modificato il regolamento Uffici e Servizi (RUS), nella parte in cui definisce i titoli ed i punteggi da attribuire ai concorrenti; scorrendoli velocemente si trovano alcune curiosità come, ad esempio, la ‘supervalutazione’ del dottorato di ricerca o il limite temporale di servizi prestati come dirigente che possono essere valutati”. “Quest’ultimo – continua il candidato sindaco dei 5stelle – è infatti di 20 mesi (pari a 4 punti). Casualmente a Palermo i 14 dirigenti che hanno svolto un periodo di 20 mesi, sono proprio quelli scelti da Orlando con una selezione realizzata nel 2015, censurata dal Tar con una sentenza che risale a maggio 2016, e sulla quale il M5S ha presentato due interrogazioni parlamentari, alcune denunce alla Procura e all’Agenzia nazionale per l’anticorruzione (ANAC)”. “Al Comune – dice ancora Forello – ci sono dirigenti che hanno svolto servizio per 13 anni,  ma forse per l’amministrazione non conta nulla  così come non sembrerebbe contar nulla il principio di professionalità richiesto dalla legge 165 del 2001 per l’accesso alla dirigenza, che a Palermo sembrerebbe trovare una ‘particolare’ interpretazione”.

“Speriamo che qualcuno noti queste peculiarità relative ai criteri contenuti nel regolamento – conclude – che si muovono in direzione opposta al pubblico interesse e cioè avere una dirigenza professionale ed indipendente dalla sfera politica”.

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