Gli striscioni sequestrati agli studenti nel giorno di Falcone: interrogazione parlamentare del senatore Campanella. “Grave se l’ordine fosse partito dall’alto…”

Senatore Franceso CampanellaÈ finita in Parlamento la storia del sequestro degli striscioni ai ragazzi dei Licei Cannizzaro e Garibaldi di Palermo durante il corteo commemorativo della strage del 23 maggio scorso. Quel pomeriggio di democrazia dimenticata e piccoli soprusi, è l’oggetto di una interrogazione parlamentare presentata dal senatore Francesco Campanella (Gruppo Misto) al Ministro dell’Interno, Marco Minniti.

L’atto è stato predisposto, proprio al’indomani dei fatti verificatisi in via Duca delle Verdura e in via Notarbartolo, lungo il percorso del corteo che ricordava Giovanni Falcone e le altre vittime a 25 anni dall’attentato di Capaci.

Lo striscione del Garibaldi recitava “Non siete Stato voi, siete stati voi”; quello del Cannizzaro diceva “Noi il corteo, voi la passerella”. Messaggi chiari che non hanno bisogno di spiegazioni. E che ovviamente non sono stati graditi alle forze dell’ordine, considerata la reazione degli agenti che ha avuto il sapore di una vera e propria censura preventiva. Stamattina Francesco Campanella ha incontrato una delegazione di studenti per portare loro la sua solidarietà e spiegare il senso dell’interrogazione.

“Attorno alle manifestazioni – spiega il senatore Campanella – si sta creando un’atmosfera che non può essere condivisa. Passa un messaggio che invita la gente, e soprattutto i giovani, a non partecipare ai cortei e comunque a non esprimere rilievi critici”.

Qual è l’oggetto dell’interrogazione?

“ La Polizia svolge un ruolo fondamentale – e nessuno può e vuole metterlo in dubbio – fino a quando si occupa di prevenire incidenti o a stabilire l’ordine pubblico. Vogliamo sapere se, durante la commemorazione di Falcone, gli agenti hanno agito di loro iniziativa. Se così fosse si tratterebbe di un errore, da non ripetere, ma forse frutto della tensione emotiva del momento. Diverso se invece la disposizione di stroncare ogni forma di dissenso, peraltro civile e pacifico, fosse partita dall’alto, per ordini superiori. E per questo, dopo avere preso visione del vostro articolo, ho ritenuto opportuno investire il Parlamento della questione e sapere direttamente dal Ministro la verità sui fatti di Palermo”.

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