A volte tornano

Per molti candidati non esiste l’ansia della prima volta: tra ex consiglieri e habituè di campagne elettorali, ecco la lista di tutti quelli che aspirano ad entrare in Consiglio Comunale

Sono poco meno di una ventina quelli che riprovano a mettere un piede dentro le istituzioni. Armati dal sacro fuoco della politica, se eletti, rappresenterebbero quasi la maggioranza in Consiglio Comunale.

Rappresentano in prevalenza gli schieramenti di Orlando e Ferrandelli, stante che per i Cinquestelle vige la regola di non candidare soggetti con precedenti esperienze istituzionali e in altri partiti, e che le truppe di Lomonte hanno una comprovata “verginità”.

Due le figure che si meritano un primo piano: Ninni Terminelli e Maurizio Gambino.

Il primo, ex enfant prodige della prima stagione orlandiana e giovanissimo capogruppo della Rete venti anni fa, assente da Palazzo delle Aquile da due consiliature, ci riprova con lo stesso entusiasmo del ragazzo che fu e con qualche capello grigio in più. È rimasto a sinistra, anzi ancora più a sinistra degli anni ’90.

Chi invece ha avuto una recente conversione è Maurizio Gambino, ex presidente del Consiglio Provinciale con Forza Italia e tra gli uomini di punta del partito berlusconiano in quella stagione in cui era sufficiente dirsi forzista per avere mezza elezione in tasca. Oggi si schiera con Orlando tentando un’operazione non da poco: convincere i suoi elettori a svoltare a sinistra e prendere voti nel suo tradizionale bacino di Palermo più che presidiato dalla coppia Tantillo-Figuccia.

A proposito di Forza Italia, dopo qualche turno di stop, ci riprovano Stefano Santoro, ex An e assessore in una giunta Cammarata, Michele Pergolizzi e Giovanni Melia, questi ultimi passati anche dal Consiglio Provinciale.

Un altro veterano che si sottopone alla ri-prova del voto è Michele Gangi, una vita nelle varie declinazioni dello scudocrociato, oggi arruolatosi nel Centrodestra che sostiene La Vardera. Così come Raoul Russo, che almeno nella destra c’è sempre stato e il Palazzo di Città lo ha frequentato da semplice consigliere e da assessore.

Con Orlando, nei secoli dei secoli, c’è Edoardo Caldarella, due volte a Palazzo Comitini con la Rete e oggi aspirante consigliere con Palermo 2022. Con il sindaco c’è anche Sandro Terrani che ha, come Gambino, archiviato la stagione forzista a favore di questa nuova avventura.

Un ex orlandiano che ha già conosciuto Sala delle Lapidi è Cesare Mattaliano, colonna della segreteria di Villa Niscemi a fine anni ’90, poi consigliere comunale e da tempo passato con Fabrizio Ferrandelli. Nello stesso schieramento si trovano Franco Vintaloro, già candidato nel 2001 con Francesco Musotto, e Vito Brunetto, un altro che la politica comunale la mastica da diversi decenni sempre nel fronte moderato.

Ermanno Giacalone fu, invece, tra gli ultimi consiglieri di Rifondazione Comunista. Sembra passato un secolo da quando faceva opposizione dura e pura a Orlando. Oggi è schierato – e non potrebbe essere diversamente – con Sinistra Comune. Ovviamente con Orlando. E a sorpresa si troverà fianco a fianco con Carola Vincenti, già assessore provinciale per Forza Italia, seguace di Carlo Vizzini del quale ha seguito il ritorno nella sinistra riformista. Provano a tornare da dove sono venuti Onofrio Palma, consigliere dal 2001 al 2012 e Salvo Italiano consigliere con Orlando 20 anni fa nella Rete, poi suo nemico giurato e oggi, spinto da Simona Vicari, nuovamente suo alleato. Si giocano il tutto per tutto Francesco Paolo Mannara e Maurizio Alesi: anche per loro non è la prima candidatura e il tempo non potrà fermarsi in eterno.

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