Gli eletti

Diamo un calcio alla scaramanzia e vediamo, lista per lista, i candidati di Orlando, Ferrandelli e Forello che sono già “seduti” in Consiglio Comunale. Per gli altri 28 bisognerà attendere l’11 giugno e l’eventuale ballottaggio

Ci sono almeno 6 candidati a cui l’elezione devono soltanto comunicarla a casa. Alcuni di essi per manifesta superiorità rispetto agli avversari della lista, altri per il cognome che portano, altri ancora per le aree che rappresentano.
Si parte da Totò Orlando, presidente del Consiglio Comunale. Uniti la forza della carica alla potenza del cognome ed il gioco è fatto.

Prima di continuare è necessaria una precisazione. Sino ad oggi i pochi sondaggi che girano  e l’analisi del contesto (numero e peso dei candidati e ipotesi di votanti, per intenderci), vedono Orlando e Ferrandelli praticamente alla pari per ciò che concerne le previsioni sul risultato delle liste, dato che ovviamente sarà modificato dall’esito dell’eventuale ballottaggio. Per essere chiari: se nessuno dei due vincerà a primo turno, la sera del giorno 11 giugno potrebbero ritrovarsi con una pattuglia di consiglieri praticamente uguale, con un leggero vantaggio (una o due unità ) per il sindaco uscente. Forello avrebbe un risultato certo: la sua lista, l’unica a concorrere al suo risultato, sarebbe la prima per numeri di voti, essendo peraltro improbabile in casa M5S il voto disgiunto.
Volendo azzardare qualche cifra, in caso di ballottaggio i tre schieramenti dovrebbero presentarsi con queste truppe: Orlando 10 consiglieri, Ferrandelli 8, Forello 6. E questo sempre nel caso in cui le liste di La Vardera, Spallitta e Lomonte non dovessero superare la quota di sbarramento. Il resto dei consiglieri andrebbe attribuito alle liste del candidato che, vincendo il ballottaggio, si aggiudicherà il premio di maggioranza.
Detto da Salvatore Orlando, un altro sicuro eletto è proprio Ferrandelli, capolista dei Coraggiosi.  Nel suo schieramento praticamente seduto a Palazzo delle Aquile è Giulio Tantillo, numero 1 di Forza Italia, professione capogruppo (di qualsiasi maggioranza e qualsiasi schieramento, dicono gli spiritosi…). E nonostante il recente scandalo nel quale è stata coinvolta, si può ipotizzare che Marianna Caronia lo seguirà a ruota. Più dentro che fuori Alessandro Anello, espressione del gruppo di Francesco Cascio, uno che non ha mai perso un’elezione tra comunali, provinciali e circoscrizionali.
Nel campo avverso bisognerà vedere se il trucco di schierare un candidato di nome Orlando in più liste funzionerà. Se la risposta sarà positiva avremo ben 4 Orlando in Consiglio, altrimenti sarà l’unico il “capitano” della lista 139. Nella lista mista Dem e popolari si potrebbe scommettere su Carlo Di Pisa, area Lupo-Piccione, su Rosario Arcoleo (gruppo Cracolici) e su Giammaria Saitta di espressione popolare e un passato da catalizzatore di voti in ambito universitario.
Nella lista 2022 corsa a due per il primo posto tra Giulio Cusumano e Francesco Bertolino. Il terzo incomodo è rappresentato da Federico Nuzzo. In Uniti per Palermo l’uscente Leonardi dovrà guardarsi da Ottavio Zacco, la vera scommessa del raggruppamento di Cardinale.
Nel Movimento Cinquestelle, Igor Gelarda parte dalla base del buon risultato ottenuto alle comunarie e un posto dovrebbe assicurarselo, un altro è di pertinenza del numero 40 della lista che si chiama Forello. Per gli altri è una corsa alla pari.
In generale: nello schieramento di Orlando sono 7 i consiglieri, sui 10 previsti prima dell’eventuale ballottaggio, ad essere individuabili. Soltanto 3 su 8 nelle liste di Ferrandelli a causa del maggiore equilibrio anche nel campo delle “nuove proposte” (attenzione a Danilo Stagno candidato con i Coraggiosi e possibile sorpresa). Per i Cinquestelle segnalati solo i due big delle comunarie. Il risultato misurerà anche il grado di affermazione interna di Forello che, ovviamente, punta a portare a Palazzo delle Aquile quanti più consiglieri a lui affini (e tra questi, se ci è consentito, non c’è Gelarda). Dodici nomi su questo primo lotto di ventiquattro partono con un’ evidente posizione di vantaggio. E la sensazione è che potranno mantenerlo sono alla fine, anche se, per rispettare la scaramanzia ed evitare le pistolettate di qualche trombato eccellente, è bene dire che nessuna partita è già vinta prima di scendere in campo.
Per tutti gli altri candidati bisognerà attendere l’apertura delle urne e l’eventuale vittoria del sindaco di  riferimento che procurerà, in caso di ballottaggio, l’effetto di scorrimento nelle liste attraverso il premio di maggioranza. Ciò su cui si potrebbe scommettere è che una vittoria a primo turno non darebbe maggioranza in Consiglio a nessun Sindaco.

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