Restituiti gli striscioni sequestrati agli studenti di Cannizzaro e Garibaldi. La cronaca di una democrazia dimenticata

Il sequestro degli striscioni predisposti dagli studenti del Cannizzaro e del Garibaldi di Palermo, portati via ieri dagli agenti della Digos, si arricchisce di nuovi e per nulla edificanti particolari. Questa mattina di uomini della Questura hanno riconsegnato “le prove del reato” nelle mani del dirigente scolastico del Cannizzaro, Anna Maria Catalano (per puro caso quest’anno anche preside del Garibaldi). Un fatto di giustizia – questa la prima lettura – che nasconde però un particolare inquietante. I ragazzi del Cannizzaro non sono mai stati identificati durante la manifestazione, nonostante alcuni di loro sanno di essere ormai marcati stretti.

“Già all’inizio della manifestazione – sottolinea Gabriele Rizzo, uno dei rappresentanti d’istituto del Cannizzaro – gli agenti si erano avvicinati con fare amichevole e ci chiamavano per nome. Dicevano ad alta voce di conoscere sia me che Federico Antibo, uno dei rappresentanti d’istituto del Garibaldi. Ma i toni sembravano sereni e poi, in fondo, anche noi conosciamo alcuni di loro, ce li troviamo davanti ad ogni corteo”.

Allora perché è aumentata la tensione?

“Alcuni uomini in borghese ci hanno chiesto di levare gli striscioni. Noi volevamo sapere chi fossero, ma non abbiamo avuto chiarimenti. Ha risposto la nostra preside che era accanto a noi e può testimoniare che sino a quel momento tutto procedeva senza problemi. Ci ha detto che erano rappresentanti delle istituzioni. Punto e basta. Poi gli agenti si sono allontanati con la professoressa Catalano e quando si sono riavvicinati a noi i toni sono cambiati, ci è stato ribadito con forza di togliere gli striscioni. Hanno sequestrato quello del Garibaldi, io ho ripiegato il nostro e l’ho messo nello zaino. A questo punto ho tentato gli riagganciare il corteo che si dirigeva verso l’Albero Falcone, ho capito che mi seguivano a distanza e ho cambiato strada. Sono stato circondato e spintonato, mi hanno intimato di consegnare lo striscione e di finirla. Finire di fare cosa? Ho consegnato lo striscione e gli ho detto di non seguirmi più”.

Striscione che è riapparso, assieme a quello del Garibaldi, stamattina in presidenza al Cannizzaro

“Se volevano censurare il nostro pensiero hanno ottenuto l’effetto contrario. L’interesse mediatico per questa vicenda è stato incredibile, ci è arrivata solidarietà da ogni parte, anche da chi non condivide le nostre idee. La democrazia è questa, una libera e pacifica circolazione di idee. E proprio ieri, nel giorno di Falcone, qualcuno se n’è dimenticato”.

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