Bob Dylan, la storia del rock nelle sue corde. E quello sgarbo targato Rolling Stones…

Io Bob Dylan l’ho visto dal vivo un sola volta, a Roma, al Palazzetto dello Sport, se non erro nel 1987. E sarebbe stato meglio se non fossi andato. Poco più di un’ora di deludenti strimpellate, nascosto sotto cappello texano e bandana, occhiali scuri e voce insicura. Per 20 minuti buoni non ha nemmeno suonato, poi stimolato da Tom Petty e Roger Mn Guinn, si è concesso ad una platea che non l’aveva quasi riconosciuto.

Si è saputo soltanto dopo qualche mese che era il periodo in cui lo straordinario menestrello che aveva scritto negli anni ’60 la storia del rock, l’eroe di tante battaglie civili, il paladino della musica impegnata, attraversava un periodo delicato dal punto di vista psicologico tanto da pensare seriamente al ritiro dalle scene. Aveva paura della folla e di conseguenza del palco e ricordava poco i testi di quelle canzoni che aveva eseguito milioni di volte. Questo si diceva, sottovoce, in segno di rispetto per questo fuoriclasse assoluto della musica, un uomo che aveva saputo conquistare ogni angolo del pianeta nonostante la voce un po’ nasale non è che lo sostenesse più di tanto in un epoca in cui, nel campo del rock, giravano fior di solisti.

La sua estrazione country era evidente, così come l’impegno civile che rimandava a Woody Guthrie, re incontrastato della musica della west coast.

Eppure Dylan, con quella voce, la chitarra e l’armonica seppe imporre la sua presenza e farsi accettare anche quando passò alla cosiddetta fase elettrica a metà degli anni ’70.

Inutile fare la carrellata dei suoi successi o indicare la canzone migliore: ognuno avrà la sua preferita (personalmente It’s all over now, baby blue). Ciò su cui riflettere è invece la lista dei premi che ha portato a casa: Grammy Award, Golden Globe, Academy Award, Polar Music Prize (l’equivalente del premio Nobel in campo musicale), il Premio Oscar (canzone Things have changed per la pellicola Wonder Boys), il Pulitzer, la National Medal of Arts, La Legion D’Onore,, la Presidential Medal of Freedom.

Sette mesi fa è arrivato anche il Premio Nobel per la Letteratura, cosa che ha fatto storcere il naso ai puristi, convinti che non si potesse elevare a così tanto un cantautore. A parte il fatto che l’Accademia del Nobel ci ha abituato a cose peggiori – per premi assegnati o negati, come nel caso di Philip Roth – Dylan poeta lo è stato realmente e se la sua forma d’arte è stata completata sul pentagramma, meglio ancora. Oltre a Bob Dylan, solo Bernard Shaw era riuscito ad ottenere Oscar e Nobel.

L’unico sgarbo della sua carriera l’ha subìto dalla rivista Rolling Stones che, nella chiacchieratissima classifica di tutti i tempi, l’ha collocato soltanto al secondo posto. Anche se dietro i Beatles, uno sgarbo difficile da tollerare per uno che è nato per essere numero 1.

Timeline del 24 maggio

1844 – Viene inviato il primo messaggio telegrafico in codice Morse: ‘What hath God wrought!’
1883 – Il ponte di Brooklyn viene aperto al traffico dopo 14 anni di costruzione
1895 – A Londra il commediografo omosessuale Oscar Wilde viene trovato colpevole di reati contro la morale e condannato al carcere
1929 – Debutta Le noci di cocco, il primo film dei Fratelli Marx
1958 – La United Press International viene formata dalla fusione di United Press e International News Service
1976 – Washington: il Concorde entra in servizio

I NATI OGGI

1743 – Jean-Paul Marat, politico, medico e giornalista francese
1900 – Eduardo De Filippo, drammaturgo, regista e attore
1916 – Felicia Impastato, attivista e madre di Peppino
1925 – Raffaele Pisu, attore
1931 – Gianni Basso, sassofonista, direttore d’orchestra e compositore
1935 – Piersanti Mattarella, politico
1937 – Archie Shepp, sassofonista statunitense
1941 – Bob Dylan, cantautore e compositore statunitense
1949 – Aurelio De Laurentiis, produttore cinematografico, imprenditore e dirigente sportivo
1952 – Cerrone, musicista e produttore discografico francese
1961 – Ilaria Alpi, giornalista e fotoreporter
1989 – Francesco Cafiso, sassofonista

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