Francesca e Giovanni divisi persino in un giorno come questo

Fa un certo effetto constatare che il ricordo di Francesca Morvillo sia stato programmato nello stesso orario della manifestazione dell’aula bunker dove saranno presenti il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente del Senato, Piero Grasso, e i Ministri Valeria Fedeli e Marco Minnitti.

Sembra proprio che si voglia separare a tutti i costi Francesca Morvillo da Giovanni Falcone persino nel giorno che commemora la strage. La targa in ricordo della moglie del magistrato è, infatti, posta dallo scorso anno al Castello a Mare,  a conclusione di un progetto di valorizzazione del sito promosso dall’assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana e realizzato assieme ai giovani del carcere minorile di Palermo.

Il Castello al Mare, quale simbolo di una legalità ritrovata, dedicato alla memoria di un giudice e di una donna troppo spesso dimenticata. È questa la sensazione che deve avere avuto il neo procuratore di Trapani, Alfredo Morvillo, quando qualche settimana fa annunciò l’addio alla Fondazione Falcone, privandola, di fatto del nome della sua famiglia. Se Morvillo ipotizzava un disequilibrio commemorativo che penalizzava la sorella, la giornata di oggi non ha fatto altro che autorizzare tale pensiero.

Al Castello al Mare era prevista la presenza dell’assessore  regionale Carlo Vermiglio, del dirigente generale del dipartimento dei Beni Culturali, Gaetano Pennino e del direttore di Palermo del polo regionale parchi e musei archeologici, Francesca Spatafora.

Qualcuno dovrebbe spiegare,  ai mille studenti provenienti da tutta Italia, senza ricorrere alle stupide logiche dei cerimoniali, perché non è stato possibile tenere accanto Francesca e Giovanni persino in un giorno come questo.

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