Elisabetta Picciurro e il virus materno per la politica: “Cultura e tutela ambientale, i miei progetti per Palermo futura”.

Elisabetta Picciurro

Elisabetta Picciurro è una debuttante solo in apparenza. Si candida per la prima volta oggi che ha 38 anni, ma il clima della politica e della campagna elettorale lo conosce dalla più tenera età. Sua madre è Maria Antonietta Alessi, per 10 anni consigliere di quartiere e poi consigliere provinciale dal 1990 al 1998 durante le presidenze Caldaronello, Borsellino e Puccio, la portava sempre con sé. “Giocavo con i fac simile – spiega Elisabetta – piuttosto che con le Barbie. Mi piaceva, ero io a chiedere di restare con lei. Pensate, a 12 anni ero già in grado di reggere la segreteria…”.

Da un tipetto del genere non puoi che aspettarti una passione viscerale per un mondo verso il quale oggi c’è un certo distacco. “Da ragazzina organizzavo eventi, avevo una certa facilità nelle relazioni. È vero, la politica mi piace, quella intesa come servizio verso il cittadino. Credo sia fondamentale in un momento come questo occuparsi della gestione della cosa pubblica, affermare i principi della solidarietà, battersi per la tutela dei più deboli”.

Nella vita esercita una professione che la mette ogni giorno a contatto con la sofferenza. “Faccio il tecnico della riabilitazione psichiatrica, vedo con i miei occhi cosa significa aiutare il prossimo e cosa può nascere da questo sostegno”.

Elisabetta, che è anche lettrice ad alta voce nell’ambito del progetto “Nati per leggere”, ha 2 figli a cui non farà ripetere le sue esperienze dell’infanzia. “Il più grande ha 5 anni ed è un fan sfegatato di Orlando. Ma sia lui che il fratello di 2 anni, se dovesse andar bene, resteranno a casa con il padre. Lo abbiamo concordato quando ho deciso di candidarmi, decisione che è stata spinta proprio da mio marito”.

Di Palermo ha una visione romantica. “Potevo andar via, ho scelto di restare perché avverto il senso delle radici. Palermo è cambiata, il percorso non è completato e io intendo impegnarmi con i Democratici e Popolari affinché si possa quanto prima riuscire a costruire una città a misura di bambino. Ho un paio di progetti che mi piacerebbe promuovere da consigliere comunale. Il primo concerne le biblioteche di quartiere perché l’aspetto culturale è fondamentale, specie per la crescita dei ragazzi; il secondo riguarda la tutela ambientale e la creazione di nuove aree verdi. Cultura e ambiente sono aspetti fondamentali per una più visibile qualità della vita”.

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