Penna all’arrabbiata

La passione e la grinta dell’assessore all’ambiente designato dal Movimento Cinquestelle. La scrittura, il “Mirto e la Rosa”, il suo passato con Pannella e l’impegno costante sui diritti civili. Vuole la Favorita sul modello Central Park e si è già portato avanti con il lavoro. E un pronostico secco che è più di un auspicio: “Forello può battere Orlando e Ferrandelli”

Alla gara a chi è il più verde del reame Aldo Penna non ha mai partecipato. Dipendente della Regione in part-time, scrittore, da sempre animatore de “Il Mirto e la Rosa”, il primo ristorante con una predilezione per il mondo vegetariano ma anche un punto di incontro di idee e idealisti. Sempre fuori dagli schemi rigidi dei partiti, più disposto alla condivisione di temi più che all’appartenenza fideistica, già dall’epoca della pur decennale militanza nell’area radicale, Aldo Penna a Palermo si è fatto un nome e una reputazione che rimanda alle battaglie sui diritti civili. E quello della tutela dell’ambiente è il più civile di tutti perché riguarda il presente ma anche il futuro. Da meno di una settimana condivide con Ugo Forello e i Cinquestelle il sogno di cambiare Palermo, di disegnarne il futuro in una pagina che non sia sempre la stessa.

“Guai a smettere di sognare – sottolinea Penna – perché i sogni contengono la visione di ciò che l’uomo può creare. Credo che proprio la mancanza di sogni e di prospettiva abbia fatto arenare Orlando. E che ci sia bisogno di un cambiamento ormai è chiaro a tutti”.

Un lontano passato tra i socialisti, poi la parentesi con Pannella e infine una militanza attiva e concreta sul fronte ambientalista. Proprio durante le battaglie per l’apertura del Parco Cassarà alcuni esponenti del M5S hanno apprezzato le capacità di questo sessantenne che ha ancora l’entusiasmo di un liceale.

“Ho conosciuto Adriano Varrica, ma soltanto dopo tempo ho saputo che era un attivista del Movimento. La condivisione delle idee, il desiderio di lavorare su temi comuni ha portato a questo nostro incontro. Forello l’ho apprezzato sin dagli inizi di Addiopizzo che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un modo rivoluzionario di contrapporsi alla mafia e al racket delle estorsioni”.

Dalle azioni di disobbedienza civile che hanno portato alla riapertura del prato del Foro Italico e del Parco Cassarà (durante l’era Cammarata) ad un programma di creazione del verde a Palermo: il salto in avanti è notevole

“Meno di quanto sembri perché le nostre azioni di protesta hanno sempre contenuto una parte propositiva. E su molti aspetti abbiamo le idee chiare, sia per la individuazione di nuove aree verdi – specie nelle periferie – sia per la gestione della tutela ambientale. Sotto questo aspetto, parlano i fatti, Orlando è stato fallimentare”.

In che senso?

“Parliamo, ad esempio, della raccolta differenziata. Palermo è divisa in 5 ambiti. Il primo è stato attivato da Cammarata, dal 2012 ad oggi è stato compiuto solo un sesto del secondo ambito. Non vi sembra poco? La città che Orlando ha ereditato era sporca e tale è rimasta nonostante una dotazione di risorse umane decisamente abbondante rispetto al territorio”.

È vero anche che a Palermo, come in buona parte del Meridione, la pubblica amministrazione ha svolto anche un ruolo di ammortizzatore sociale

“Vero. Ma proprio per questo è lecito attendersi una città pulita. Nel 2012 Orlando si è presentato alla città dicendo con forza di essere il capo del personale dei comunali, diceva chi non lavora va a casa. Bisogna prendere atto che in questo caso ha fallito. Non c’è bisogno di grandi investimenti ma che ciascuno faccia il proprio lavoro. Chi diserba, chi spazza, chi svuota i cestini: un frazionamento eccessivo che diluisce le responsabilità”.

Sul fronte del patrimonio verde Aldo Penna è ancora più spietato

“A Palermo tra lavoratori diretti e quelli della Reset sono quasi 900 gli addetti al verde. Per capirci, a Parigi sono 3.000, un territorio 15 volte più grande di Palermo con un verde assai più curato. L’eccesso di personale può essere tollerato solo se le cose funzionano alla perfezione. Ma sappiamo che l’efficienza non è solo una responsabilità degli addetti. L’Amministrazione non ha mai promosso il regolamento degli affidi, le porzioni di verde che possono essere assegnate a privati e associazioni no profit. A Milano un sesto delle aree verdi è dato in affido. È sbagliato non coinvolgere i cittadini, non renderli parte attiva, anche e soprattutto in periferia dove impera il degrado. Ci vorrebbe davvero poco per creare zone destinate al verde pubblico. Ci dicono che Palermo abbia una dotazione di verde pari a 16 mq per abitante. In realtà, se togliamo la riserva della Favorita e Monte Pellegrino che è verde paesaggistico e non è fruibile per intero, si scende a 3 mq. Appena 150 ettari gestiti male da quei 900 addetti di cui dicevamo prima. Lo ripeto, manca il progetto, la visione, la capacità di sognare”.

La sua suggestione più rilevante, che rientrerà nel piano di governo di Palermo, riguarda la Favorita

Mappa Central Park di New York
Mappa del Central Park, New York

“Questa Amministrazione sulla Favorita ha fatto delle operazioni spot. Noi vorremmo che diventasse il Central Park di Palermo. Pochi sanno che il parco di New York, dal 1985, è a prevalente gestione privata, il Comune di New York si limita al pagamento del 25% delle spese annue. E pochi immaginano che Central Park e Favorita hanno la stessa estensione. Il problema dell’arteria percorribile dalle auto si risolve con gli attraversamenti che non snaturerebbero l’identità del parco e ne garantirebbero la piena fruizione. Aggregare associazioni e privati sarebbe fondamentale, anche per captare risorse finanziarie europee. Noi abbiamo contattato Chris Cousino, uno dei vice presidenti del comitato di gestione del Central Park, per capire come risolvere alcune criticità e come far diventare la Favorita il vero cuore di Palermo”.

Ne parla come chi sa di dover cominciare a lavorarci tra poche settimane…

“Forello può vincere a primo turno. In città si respira la voglia di cambiamento, lo avvertiamo persino nelle zone tradizionalmente più vicine al sindaco. E se arriviamo al ballottaggio vinciamo sia contro Orlando che contro Ferrandelli”.

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