Il divorzio e il conto che i figli ti fanno pagare. E un pensiero malsano: fatevi l’amante…

Caro diario, oggi è un giorno complicato. Noi facciamo di tutto per seppellire il senso di colpa, per superare di slancio rabbia e nostalgia, per pagare in solido il prezzo delle nostre scelte comprando vestiti e motorini, facendo i moderni e chiudendo più di un occhio su pessimi voti e ritardi notturni. Ma alla fine è tutto inutile. Viene sempre il giorno in cui quegli stessi figli a cui crediamo di non avere fatto mancare niente, quelli che abbiamo protetto (che straordinaria maniera di zittire la coscienza) chiudendo un matrimonio che “di sicuro li avrebbe fatto soffrire con tutte quelle liti e quelle tensioni”, quegli stessi figli ti presentano il conto. Ma quello vero, altro che vestiti e motorini. Il giorno in cui senza rabbia o apparente dolore ti guardano negli occhi e ti dicono “ma non ci potevi pensare prima e non sposarti, ma lo sai cosa abbiamo passato mentre voi eravate impegnati a discutere di soldi e dividervi i sopramobili, ma cosa pensavi quando hai deciso di fare figli senza un briciolo d’amore…”

È venuto questo giorno anche per me, il giorno delle patetiche spiegazioni che non possono comprendere giustificazioni del tipo “io amavo veramente tuo padre” quando ti hanno vista fare di tutto per levartelo di torno con la determinazione e la spregiudicatezza che solo il vuoto d’amore può provocare. Puoi dire ad un adolescente che l’amore può non essere eterno, che le persone cambiano, le situazioni cambiano. E puoi anche essere convincente. Ma un adolescente è una cosa, un figlio un’altra. La stessa differenza fra teoria e pratica. Un figlio è cresciuto credendo che la parte migliore del mondo (o forse proprio il mondo fosse) la sua famiglia, mamma e papà i suoi eroi invincibili, che il bene trionfa sempre sul male. Ha creduto in mamma e papà come in babbo natale e la befana. E tu a un bambino non puoi togliere babbo natale e la befana, non puoi screditargli gli eroi, non puoi disintegrargli il mondo. Ci piaccia o no questo è ciò che produce il divorzio, lo sappiamo tutti e speriamo sempre nel miracolo del perdono dei figli. E questo miracolo a volte avviene ma il prezzo che pagano i figli non è paragonabile ad alcun trauma derivato dalla fine di un amore.

Questi figli, orfani a metà anche quando i genitori sono sani e pieni di vita, appartengono alla cosiddetta “generazione dello zainetto”, quello che si preparano per affrontare il trasloco settimanale dalla casa di mamma a quella di papà. Uno zainetto riempito di libri di scuola, qualche giocattolo, il cambio di vestiti per il week end. E stracolmo di risentimento.

Io sono cresciuta in una famiglia unita, un’infanzia serena, un’adolescenza vissuta con i traumi degli adolescenti ma senza il carico da undici di una separazione. Io sono stata questa figlia. Mia figlia ha un’altra storia. E ho un rigurgito di destra. Non fate figli, abolite il divorzio, fatevi l’amante…

Caro diario, quante minchiate pensiamo e diciamo per non fare i conti con la nostra coscienza, per nascondere sotto il tappeto superficialità ed egoismo, per non sapere ammettere che quando finisce un amore ce ne fottiamo pure della carne della nostra carne. E che tragicamente è giusto così. Oggi ho pagato la mia cambiale che m’illudevo fosse senza scadenza ed è un giorno che mai dimenticherò. Il giorno in cui ho capito che il conto di mia figlia sarà lungo quanto la sua vita.

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