Jolanda Riolo e i post politicamente scorretti: “Noi normali denunciati per ogni cosa, dovevo nascere zingara…”

Jolanda Riolo, imprenditrice del settore auto, è tra gli assessori designati di Leoluca Orlando. E questa di per sè non è più una notizia perché è datata di un paio di giorno fa. Però, incredibile a dirsi, grazie a Facebook diventa notizia un post della Riolo datato 19 febbraio. Cosa era accaduto? Livesicilia riportava la cronaca del blitz al campo rom della Favorita fermato dalla Procura. Il primo commento del futuro assessore : “mah… Noi normali denunciati per ogni minima inezia… Dovevo nascere zingara!!
Giuriamo che è vero, fedelmente riportato, punteggiatura compresa. La polpettina avvelenata l’ha servita Marcello Robotti, candidato nella lista Palermo prima di tutto, sul piatto virtuale di Facebook, con tanto di foto onde evitare che la rimozione eventuale cancellasse ogni traccia. Una sorta di benvenuto nei moderni riti della campagna elettorale.
Essendo Iolanda Riolo maggiorenne e vaccinata è superfluo spiegarle che un minimo di attenzione è necessaria se il “messaggio nella bottiglia” viene postato in questo amplificatore virtuale che oggi è Facebook. A meno che non sia proprio questo l’effetto voluto, amplificare lo sgomento. Quello che sconcerta è il “noi normali” in contrapposizione agli zingari. Nessuno può sostenere che siamo uguali ma la diversità – come insegna lo stesso Orlando – rappresenta un valore aggiunto. Ed è il concetto di normalità (peraltro auto attribuita …) fa un pò rabbrividire.
E non è finita quì, perché Robotti, già che c’era ha cominciato a rovistare tra i post precedenti della Riolo, come una sorta di segugio a caccia di altre chicche. E andando indietro sino al giugno 2016 ne trova un altro significativo e più articolato che prende di mira quelle fasce palermitane definite radical chic “che inneggiano alla spiaggia libera, stendere il loro telo griffato accanto a queste gioie del senso civico… E la questura di Mondello presa d’assalto… Una bella scenetta… Spiaggia libera… Liberi maiali… hops… Scusate, i palermitani bene si offendono quando si dice che non abbiamo senso civico… Ci faremo grandi risate, un giorno… quando scapperanno dai loro villoni  e avranno le guardie ai cancelli… E i loro circoli con tutta gente bella e sportiva assalita dalla baby gang. E il quadro sarebbe più completo quando i nostri amministratori ci doneranno come a Palermo un altro tram che colleghi più comodamente lo Zen e Settecannoli alla piazzetta di Mondello… Con fermata tattica davanti a Fondo Anfossi…” Questa la sintesi, chi ha voglia vada a leggersi il resto.
Ciascuno è libero di pensarla come crede, ci mancherebbe. Ma chi aspira ad assumere cariche pubbliche forse dovrebbe usare un linguaggio meno metaforico e più sobrio. E soprattutto essere in linea con i programmi del suo sindaco. Perché a noi quel passaggio sul tram ci è sembrato un tantino polemico, senza considerare i contenuti non proprio combacianti con le idee città inclusiva e tolleranza e accoglienza tanto care al sindaco. Ma forse sbagliamo noi e anche la diversità tra sindaco e assessore rappresenta un valore aggiunto. Vedremo in seguito, perché qualcosa ci dice che questa storia è appena all’inizio

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