Messina, 14 avvisi di garanzia per il tentato agguato al presidente del Parco dei Nebrodi

Sarebbero 14 gli indagati, tutti del territorio dei Nebrodi, coinvolti nell’agguato contro il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. Il fatto avvenne nella notte del 18 maggio dello scorso anno. Un gruppo armato colpì con armi da fuoco l’auto blindata di Antoci che si trovava tra San Fratello e Cesarò, in provincia di Messina. Tutto si svolse rapidamente e grazie all’intervento del vice questore aggiunto Daniele Manganaro, che stava seguendo l’auto blindata di Antoci, i malviventi colpiti nel conflitto a fuoco furono messi in fuga.

Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Messina. Invece i provvedimenti sono stati emessi dalla Dda della città dello stretto, in modo da permettere di effettuare degli specifici rilievi scientifici. Si tratta di esami su eventuali tracce di sangue e organiche che poi verranno messe a confronto con il dna rinvenuto sul luogo dello scontro armato.

La pista, sulla quale gli inquirenti stanno lavorando da tempo e in particolare i sostituti procuratori della Direzione investigativa antimafia di Messina Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio, è quella che riguarda la cosiddetta “mafia dei pascoli”. Il presidente del Parco dei Nebrodi aveva svolto un intenso lavoro di contrasto al fenomeno, con l’istituzione di un protocollo per l’anagrafe dei terreni.

 

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