La mafietta secondo loro / 4

La mafietta, quel piccolo sopruso che in Sicilia molti subiscono e a cui purtroppo ci si rassegna. Il racconto di tanti siciliani che ci conducono per mano alla scoperta della “mafia di tutti i giorni”. Quarta puntata della nostra inchiesta

Ernesto Maria PonteErnesto Maria Ponte

I passi carrabili fatti a mano. Non quelli esibiti legalmente, con l’autorizzazione del Comune. Quelli fatti con la vernice o con lo spray. Ne ho visti di tutti i colori. Una volta ne trovai uno in cui c’era scritto “Lasciare libero lo scarrozzo la mattina, il pomeriggio, la sera, la notte (nesciu quannu minchia vuogghiu)”. O quell’altro in cui c’era scritto semplicemente “Lèvati’.

Claudio GioèClaudio Gioé

E’ figlia di una cattiva educazione civile ed è la presunzione di volere parcheggiare la macchina esattamente davanti al posto in cui dobbiamo andare. Tipo al bar o al panificio, anche in doppia o terza fila. E così sei costretto ad aspettare che finiscano di consumare il loro caffè per potere uscire dal parcheggio con la tua auto, bloccata dalle loro.

Salvo ToscanoSalvo Toscano

Vista la vorace tassazione che ci viene imposta dallo Stato, il sopruso che non riesco a sopportare è il non ricevere quello che mi spetta in quanto cittadino: uffici pubblici inefficienti, strade ricolme di immondizia, i problemi che riscontriamo ogni giorno nelle scuole e nel trasporto pubblico.


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