Parlamento approva nuovo Jobs Act su lavoro autonomo e agile

Il Senato ha approvato il 10 maggio in via definitiva il disegno di legge (Atto Senato 2233-B) che introduce due importanti novità: il cosiddetto Statuto (o più pomposamente Jobs Act) del lavoro autonomo e una nuova tipologia di svolgimento del rapporto subordinato, indicata come “lavoro agile”. La nuova legge è intitolata “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”.

Secondo i dati Istat, sul totale di 22,7 milioni di occupati italiani, poco 5,4 milioni sono lavoratori indipendenti mentre 17,3 milioni sono dipendenti. Tra questi ultimi, 14,9 milioni sono lavoratori a tempo indeterminato, mentre 2,4 milioni sono a tempo determinato.

Statuto del lavoro autonomo

Lavoro autonomoIl Jobs Act del lavoro autonomo non si applica ai lavoratori indipendenti imprenditori, ma a tutte le altre tipologie previste nel Libro V, Titolo III del codice civile. Sono compresi quindi liberi professionisti iscritti a ordini/collegi o no, consulenti, soci di cooperativa, collaboratori (con e senza progetto) e prestatori d’opera occasionali. Le previsioni dei 17 articoli del Capo I della nuova norma, intitolato “Tutela del lavoro autonomo” estendono così a oltre due milioni di lavoratori diritti finora riservati solo agli assunti.
Nulle le clausole che consentano al committente di recedere dal contratto, che deve essere espresso sempre in forma scritta, o che stabiliscano termini di pagamento superiori a 60 giorni.
Vengono attribuiti in generale al lavoratore autonomo i diritti di utilizzazione economica di invenzioni e apporti originali realizzati nel corso del rapporto.
Delegata al Governo l’emanazione di decreti legislativi: per l’individuazione degli atti delle amministrazioni pubbliche che possono essere rimessi anche alle professioni organizzate in ordini o collegi; in materia di sicurezza e protezione sociale dei professionisti iscritti a ordini o collegi e di ampliamento delle prestazioni di maternità e di malattia riconosciute ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata.
Estesa l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa nonché agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio.
Le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista.
Riconosciuto il diritto ad un trattamento economico per congedo parentale per un periodo massimo pari a sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.
Sono integralmente deducibili: entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno; entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità; gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.
Concesso l’accesso agli appalti pubblici e ai bandi, anche stabilendo reti, associazioni temporanee professionali o consorzi stabili, per l’assegnazione di incarichi e appalti privati, equiparando i lavori autonomi alle piccole e medie imprese.
Tutela della gravidanza, malattia e infortunio, che non comportano l’estinzione del rapporto di lavoro.
Istituito un tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo, con il compito di formulare proposte e indirizzi operativi in materia di politiche del lavoro autonomo con particolare riferimento a modelli previdenziali e di welfare e alla formazione professionale.

Lavoro agile

Le disposizioni del provvedimento promuovono il “lavoro agile” (cosiddetto “smart working“) quale strumento per incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, trattandone le caratteristiche di svolgimento nei 7 articoli che costituiscono il Capo II della nuova legge. Non è una nuova tipologia contrattuale ma una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici. La prestazione lavorativa viene eseguita in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

Il provvedimento è stato accolto con soddisfazione da sindacati e associazioni del lavoro autonomo. Danilo Galvagni, segretario milanese della Cisl commenta che l’aspetto più fragile della normativa riguarda l’assetto previdenziale: “L’errore resta la gestione separata Inps, che non ha mai aiutato nessuno e non è adeguata per la flessibilità dei ricongiungimenti.”


Il testo approvato dal Parlamento

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