Street bouldering, ritorna la moda dell’arrampicata sui muri. L’Italia leader mondiale

Dopo l’inizio negli anni duemila, quando si diffuse in molte città europee, la Street Bouldering o Urban Climbing ha preso piede anche nel nostro paese. L’arrampicata metropolitana sta diventando una disciplina sempre più richiesta e numerose nascono le cosiddette “palestre di roccia”, luoghi attrezzati dove poter svolgere questa attività.

Malgrado ciò si ci continua ad arrampicare anche nei centri urbani,  sui muri delle case, lungo le colonne, praticamente un’emulazione della pratica del Boulder al contesto cittadino. In questo modo i cornicioni diventano come scalini per salire, passando da un capitello a un balcone attraverso dei piccoli salti.

Poi ci sono gli sboccher, così si chiamano i praticanti che si ritrovano in raduni convocati per decidere i luoghi di “salita”. Ma il dato interessante è che l’Italia è risultata essere la guida mondiale della disciplina, grazie al più elevato numero di praticanti e a una rete di organizzazione diffusa sul territorio.

Diversi sono gli Street boulder Contest che si svolgono in Italia, vere e proprie gare di arrampicata urbana che arrivano a contare anche centinaia di iscritti, tanto che esiste un apposito sito all’indirizzo www.streetbouldercontest.com ed una pagina facebook “Street Boulder Italia”. Ad oggi tante sono le città che mettono a disposizione dei climbers i loro spazi per una o più giornate di puro intrattenimento, sia per chi arrampica ma anche per chi assiste.

E di attenzione alla pratica di questa disciplina parla Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. “Dobbiamo stare attenti a questa disciplina estrema perchè soggetta ai rischi connessi alla circostanza che sfida sempre la forza di gravità e l’altezza. Quindi  potrebbero conseguire infortuni muscolari, tendinei o ossei che possono normalmente derivare dai carichi a cui vengono assoggettate le articolazioni”.

“Il pericolo di farsi seriamente male è sempre in agguato – conclude D’Agata – conseguenza di possibili cadute se non si è correttamente assistiti anche in ambiente protetto come nelle strutture ad hoc o in quelle dei contest che esistono sul territorio nazionale”.

Pin It on Pinterest