“Guarda che Orlando…” “Perchè, Ferrandelli?”

Lillo Mannino, Sergio Mattarella e Leoluca Orlando nel 1986 al teatro Biondo in occasione di un convegno della Democrazia Cristiana
Lillo Mannino, Sergio Mattarella e Leoluca Orlando nel 1986 al teatro Biondo in occasione di un convegno della Democrazia Cristiana

Duello social tra Franco Lannino e Andrea Cusumano: tre ore di post sul tema Orlando – Ferrandelli. E una foto vintage che ripropone la tesi del vecchio e del nuovo come metro di giudizio della buona politica

Una foto in bianco e nero, pellicola Ilford hp5, datata 1986. E un commento sarcastico dell’uomo che quella foto la scattò. Franco Lannino ha colpito ancora, stavolta con un  post su Facebook a commento dell’articolo pubblicato da Livesicilia sull’immobilità della politica siciliana, simboleggiata da Leoluca Orlando, già sindaco allora come oggi.

Il post di Lannino è accompagnato da uno scatto realizzato al teatro Biondo in occasione di un convegno della Democrazia Cristiana. Riconoscibile – con qualche chilo in meno e qualche capello in più – il giovane sindaco Orlando seduto accanto a Sergio Mattarella, Calogero Mannino, Mimmo Di Benedetto e al leader maximo della sinistra Dc, Ciriaco De Mita. Cosa dice Lannino nel suo post? Che dopo 30 anni è arrivato il momento di cambiare. E sapete cosa accade? Che il primo commento, ovviamente assai critico, è quello dell’assessore alla cultura del Comune di Palermo, Andrea Cusumano. E di risposta in risposta, Lannino e Cusumano sono andati avanti per circa 3 ore, ciascuno a perorare le proprie opinioni, il primo da deluso dalla sinistra e candidato con Ferrandelli, il secondo da uomo della squadra di governo di Orlando. Una disputa talmente civile, all’opposto di quello a cui da giorni siamo abituati, da meritare la prima pagina. Ed ecco, quindi lo scambio di battute, a volte anche pungenti, di questa conversazione che nulla ha a che vedere con storie di burattini e Orlando furioso.

Andrea Cusumano: “Caro Franco non vorrei che per difendere la tua scelta, l’ultimo argomento che ti sia rimasto sia quello del cambiamento generazionale ‘necessario’… è già avvenuto quando un giovane candidato, di bella presenza di nome Cammarata governò la città per due mandati. Palermo cambiò ‘necessariamente’ Sindaco ed è SPROFONDATA. Oggi quella stessa identica forza politica (con qualche acquisto di ‘peso’ in più…), e quelle stesse persone, traghettano la candidatura di un nuovo giovane di bella presenza. Questa volta però i palermitani e le palermitane non faranno lo stesso errore, anche perchè Orlando non tornerà nuovamente in soccorso dell’ennesimo disastro che questa coalizione provocherebbe certamente in cinque anni. È ovvio che debba essere Orlando a continuare ciò che ha egregiamente iniziato, da Manifesta a Capitale Italiana della Cultura, ai 620 milioni di fondi che ha saputo trovare tra PON metro (per le periferie sud) e Patto per le Periferie (per le altre aree periferiche) che aiuteranno a trasformare Palermo proprio a partire dalle sue periferie. Le cose si cambiano quando non funzionano, e non per anzianità, che invece è anche esperienza e saggezza. E il dato anagrafico giovane aiuta poco quando ci si accompagna con il vecchiume… qui le generazioni c’entrano poco e mi pare anche un argomento molto povero per una città complessa come Palermo e per la quinta città d’Italia… non mi risulta che il problema di Palermo siano i vecchi… e manco il traffico…”

Franco Lannino: “Caro Andrea, la prima volta che lo notai, e lo fotografai, era il 1981 o forse l’82. Ricordo gli occhi e l’espressione di Leoluca Orlando quando, al Jolly hotel, durante un convegno della Democrazia Cristiana, fu presentato alla platea come un “giovane promettente che di strada ne avrebbe fatta”.
Erano gli occhi di un giovane e bravo politico a cui si stavano aprendo le porte di una brillante e folgorante carriera.
Era giovane, forse un poco spaesato, ma che nel giro di tre anni sarebbe diventato Sindaco di questa città per la prima volta; un giovane Sindaco circondato da “lupi” di certa politica che non sto a spiegarti perché sarebbe superfluo.
Lui, Orlando, pur pressato, non si fece mettere il guinzaglio, andò per la sua strada e portò avanti la sua giusta rivoluzione, la sua primavera.
Non glielo perdonarono e fu costretto alle dimissioni.
Era il 1990 e pur essendo stato eletto Consigliere Comunale con ben 70.000 preferenze (settantamila!), non fu ricandidato a Sindaco dal suo partito.
Lasciò la Dc, fondò la Rete, un movimento composto da politici di diversa estrazione politica e culturale.
Vedi analogie, Andrea?
Io personalmente guardo Fabrizio Ferrandelli ora e vedo in lui gli occhi e l’espressione di un giovane politico che si chiamava Leoluca Orlando, con una sola differenza però: sono passati quaranta anni, ed io sono più vecchio.”

Andrea Cusumano: “No, Franco, non vedo analogie. La Rete è stata una delle prime invenzioni di ‘movimento’ politico e civico nato per rompere con la DC, l’altro è l’ennesimo movimento politico-civico per rompere con il PD ed allearsi con Forza Italia, Cuffaro e Romano… non so che occhi hai visto allora perchè di similitudini ne vedo ben poche, ma evidentemente anche i tuoi occhi erano diversi da oggi…  e comunque Orlando a mio parere ha begli occhi anche oggi :)”

Franco Lannino: “Andrea, noi due siamo persone per bene, intelligenti e ragionevoli.
Di alleanza strane (per usare un eufemismo) ne vediamo ovunque in questi schieramenti.
Io penso che la cosa che accomuna tutte le persone impegnate in questa tornata elettorale sia l’amore per questa nostra Città.
E per questo, sono sicuro che comunque vada non si potrà tornare indietro di trenta anni, subire “sacchi” di nessun tipo e neppure sprofondare in paludi che a queste latitudini sono solo un miraggio.”

Andrea Cusumano: “Che tu sia una persona per bene non ne ho minimamente alcun dubbio caro Franco, ad ogni modo ti faccio i migliori auguri per queste elezioni, e certamente e prima di tutto, li faccio alla città.”

Franco Lannino: “Condivido in pieno e ti ringrazio, Andrea! :-)”

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