Forello sotto assedio: è tempo di querele?

L’attacco di Cordaro sul gioco d’azzardo e un tweet diffamante sulla gestione di Addiopizzo che la Polizia Postale ha già censurato: non c’è pace per il candidato sindaco dei Cinquestelle che intanto sale nei sondaggi…

Il tema della settimana è la querela. Ugo Forello, che è avvocato e ha dimestichezza con la carta bollata, ci pensa da un paio di giorni. A caldo, sabato mattina, aveva già dato “mandato a se stesso”, per rispondere alle accuse di Toto Cordaro. Il parlamentare regionale del Cantiere Popolare, durante la presentazione della lista a sostegno di Ferrandelli, l’aveva maliziosamente tirato in ballo sulla questione del gioco d’azzardo, uno dei temi nazionali cari alla truppa parlamentare di Grillo. “Se dici sale bingo a Palermo fai riferimento alla famiglia Forello. E se mi dicono bene c’è anche qualche bene confiscato alla mafia dato a questa famiglia”. Insinuazione che ha fatto scattare i nervi al candidato dei Cinquestelle. Quali le fonti? Niente di misterioso, anche se c’è più di un sospetto sul fuoco amico.

La Repubblica, nell’edizione del 10 marzo 2013, in un’inchiesta sulle sale bingo a Palermo, faceva riferimento a quella gestita da Giuseppe Forello nel quartiere Malaspina. E Gds il 26 giugno del 2015, riportava la notizia della riapertura della sala bingo “Las Vegas” (in viale Regione Siciliana, sempre a Palermo) sequestrata al clan di Nino Rotolo e gestita dalla società “Solfin” di Lorenzo Forello. L’unico punto di contatto tra i due rami dei Forello è Addiopizzo in quanto la società sopra indicata aveva aderito già allora all’associazione antiracket.

Niente, quindi, che non si sapesse. L’affondo di Cordaro, in piena bagarre elettorale, avrebbe lo scopo di sottolineare l’incoerenza politica dei Cinquestelle: contro il gioco d’azzardo a livello nazionale, sponsor di un candidato, a suo avviso, “compromesso” a Palermo.

Quello che non è andato giù a Forello è il riferimento alla sua famiglia che – fanno sapere dallo staff palermitano dei Cinquestelle – non è mai stata coinvolta a livello societario nella gestione delle sale bingo. Ecco perché si pensa poco alla malizia e un po’ più alla diffamazione. “Deciderà entro oggi se querelare”, dicono a microfoni spenti dallo staff. Avvocato Forello, avvocato Cordaro, qualcosa ci dice che in tribunale non ci si finirà. Certo è che nel programma del M5S rimane intatto il punto dedicato alla lotta contro le slot machine nel territorio comunale, in linea con la filosofia di Beppe Grillo.

A guastargli la notizia di un’impennata nei sondaggi, c’è anche la più complessa e per niente chiusa vicenda che vede contrapposta l’ala del Movimento palermitano a cui fa riferimento Forello ai grillini (forse ormai meglio chiamarli ex…) di Nuti. La vicenda delle firme false e tutto quello venuto dopo ha determinato una frattura insanabile non solo dal punto di vista politico ma anche personale.

Circolava in rete, fino a poche ore fa, un documento audio/video (su Twitter, l’account anonimo MI30NAR) su una registrazione effettuata a Montecitorio ( e per questo motivo illegale) in cui è coinvolto uno dei responsabili della comunicazione nazionale del M5S e che conterrebbe dichiarazioni diffamatorie nei confronti di Forello per questioni riguardanti Addiopizzo. È intervenuta la Polizia Postale per censurare il tweet. Nonostante questo sembra certa la denuncia dell’intercettato per violazione della privacy e forse anche quella di Forello contro ignoti per diffamazione (sarà anche gandhiano ma gli cominciano a girare…). La domanda che si fanno a Palermo è: chi c’è dietro la registrazione illegale? E come mai salta fuori adesso? Forse sanno le risposte ma vorrebbero che a tirare fuori la verità fosse un giudice.

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