Totò e il dilemma di Nanni

Sedia vuota davanti i microfoni della stampa. Cuffaro assente alla presentazione della lista Cantiere Popolare che appoggia Ferrandelli alle elezioni comunali di Palermo 2017palermo

Cuffaro diserta la presentazione del Cantiere Popolare. Come direbbe Moretti, si nota di più la sua assenza della sua presenza? Cordaro: “Finitela di tirarlo per la giacchetta…”. Dalle prossime Comunali alle Politiche del 2018: la scommessa di Saverio Romano

La notizia è che Totò non c’era. Alla presentazione del Cantiere Popolare, la lista in appoggio a Ferrandelli che fa riferimento a Saverio Romano, non si è visto l’uomo più atteso. Più dello stesso Ferrandelli a cui i cronisti, termometro in mano, avrebbero voluto misurare la febbre dell’imbarazzo per trovarsi al cospetto con il politico più ingombrante d’Italia. Perché sia chiaro, a Cuffaro l’etichetta dell’ex non gliela si può proprio dare. E’ presente anche quando non vorrebbe. E comunque in questo caso era annunciato spettatore in prima fila, a dare la sua benedizione alla platea non particolarmente numerosa (sala Politeama piena anche se i cuffariani ci hanno abituato a ben altro) ma certamente motivata, molto motivata. Vedono vicina l’ora della rivincita verso chi ha dato per spacciati gli eredi di quella Udc che appena un decennio e rotti fa dominava la scena politica siciliana. Totò ha ragionato non da Totò e quindi avrà dato retta a chi suggeriva il comportamento morettiano del tipo “mi si nota di più se non ci sono…”. Perché di questo bagno di folla ne avrebbe ricavato piacere, avrebbe goduto dell’ennesima conferma dell’affetto della sua gente, del contatto di chi ancora lo reputa unico riferimento da opporre ad una politica ritenuta inaccessibile, inaffidabile, intoccabile (proprio nel senso fisico del termine). Totò si sarebbe fatto toccare volentieri e sornione avrebbe messo il cappello sulla candidatura di Ferrandelli, genialata di ispirazione omeopatica. Similia similibus curantur, ovvero la sinistra si batte con l’uomo che viene dalla sinistra, il vaccino prodotto con il DNA del virus.

E invece è rimasto a casa, magari collegato via cavo con qualche fedelissimo della prima ora, magari con Vito Raso che l’ha seguito passo passo per un quarto di secolo e che era naturalmente presente in sala.

L’assenza può anche essere considerata un atto di generosità nei confronti di Ferrandelli: è lui la stella del momento, inopportuno oscurarlo. Se era questa la pensata, Cuffaro non ha fatto i conti con la riflessione morettina. Totò non c’era, ma caspita se non si è notata la sua assenza!

“Molti amici volevano incontrarlo, sarebbe da stupidi negarlo – ammette Totò Cordaro, voce regionale del Cantiere – ma finiamola di tirare Cuffaro per la giacchetta. Oggi è la giornata dei candidati al Consiglio e alle Circoscrizioni. E ovviamente dell’uomo che tutti noi speriamo sia il nuovo sindaco di Palermo”.

La sottolineatura sul nuovo sindaco di Palermo, Cordaro la replica sul palco, nell’intervento di apertura dopo il rito dell’inno che l’ex presidente del Consiglio Comunale consuma come Gigi Buffon, cantando il Mameli a fior di labbra. Sul palco, in posizione centrale – perché in questo mondo i dettagli non sono sfumature da poco – c’è Saverio Romano. L’ex ministro si gioca una partita importante perché è stato lui ha ricomporre il puzzle quando Ferrandelli e Miccichè erano sul punto di togliersi il saluto. Una partita che parte l’11 giugno e poi proseguirà alle Regionali di novembre e alle successive Politiche di primavera 2018. Il test delle Comunali è la prova tecnica per la ricostruzione di un fronte destro meno sfilacciato, meno antico, più contemporaneo

Si fa vedere anche Giovanni Avanti, zio di Romano, ex presidente della Provincia di Palermo. “Sono qui da semplice spettatore” e la sua sortita sembra sincera. C’è anche Antonello Antinoro, qualche anno fa una autentica macchina da voto, frenato da un’indagine giudiziaria da cui è poi uscito indenne. Era uno di quelli definiti impresentabili, oggi consuma la sua rivincita senza dire una parola di troppo, senza accennare al passato, presentandosi serenamente a questo appuntamento non da reduce ma “da semplice cittadino venuto a salutare qualche amico e ad ascoltare. Perché se vogliono il mio voto devono convincermi”.

Perfettamente in linea con la parola d’ordine di questa giornata: nessuna nostalgia, se si cerca un futuro non è più possibile guardare indietro. Che Cuffaro sia con voi è un semplice dettaglio.


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