Si va alla guerra dei sondaggi

Sotto traccia circolano a Palermo i primi sondaggi che premiano Orlando e Ferrandelli. Forello sopra il 20%. Solo in un caso su tre la previsione della vittoria a primo turno. Le speranze di La Vardera. E intanto Lomonte si aggiudica la prima elezione online

Da qualche giorno a Palermo girano i numeri dei sondaggi commissionati, si presuppone, dagli staff dei candidati sindaci. Sottovoce, quasi clandestinamente e con tali e tanti distinguo da far pensare che nessuno attribuisce, in questo momento, grande valore alle statistiche. E del resto i precedenti recenti – dalla Brexit a Trump – hanno notevolmente ridotto il “potere divinatorio” delle analisi preventive dei flussi elettorali.

Nel caso delle elezioni comunali c’è, fra l’altro, l’incognita dell’accettazione delle candidature e della presentazione delle liste. “Il metodo che viene seguito – viene sottolineato da una struttura demoscopica impegnata per un candidato ma che preferisce restare anonima – riguarda un’indagine a campione ridotto, e quindi non superiore a 800 interviste, realizzate con il tradizionale sistema telefonico. Non potendo accedere ad elenchi di utenti di telefonia mobile è chiaro che le risposte appartengono prevalentemente a categorie di persone più facilmente reperibili in ambienti domestici. Ecco perché il dato finale è influenzato da un sistema di correzione del risultato che può essere considerato un sistema d’analisi sociologica del contesto cittadino. E per prudenza si alza la forbice tra il minimo e il massimo del risultato preventivato. Per essere attendibile non dovrebbe superare il 2%, in questi casi si può avere anche un divario superiore”.

Chiarimento opportuno come è necessario ricordare che l’incidenza delle liste (e quindi la loro composizione) può davvero condizionare, in un senso o nell’altro, il risultato. Per capirci: se Forza Italia abbandonasse domani Ferrandelli per aderire al cartello di La Vardera è chiaro che per quest’ultimo, alle prese con il problema del superamento della quota di sbarramento (5%), il vantaggio sarebbe determinante. Alla faccia di qualsiasi analisi di previsione già redatta.

Saziamo adesso la vostra curiosità. Tre sono i sondaggi attorno a cui si sono scatenati i commenti di specialisti e non. In fondo chi non ha un conoscente o familiare tra i candidati? E allora, sondaggio numero 1: Orlando in testa con 4 punti di vantaggio su Ferrandelli. Il sindaco non vincerebbe a primo turno ma andrebbe molto vicino alla soglia del 40%. Il terzo in graduatoria sarebbe Forello. La somma dei primi 3 è dell’87% e ciò significa che il 13% se lo dividerebbero gli altri candidati.

Secondo sondaggio (questo si dice proveniente da Roma): Ferrandelli un punto avanti ad Orlando, entrambi sotto il 36%, Forello qualche punto più avanti del 20%, La Vardera oltre il 5%.

La terza rilevazione è l’unica a riportare una vittoria a primo turno (indovinate di chi?) e soltanto tre schieramenti rappresentati in Consiglio Comunale.

La sindrome del sondaggio ha colpito anche la nostra redazione. Per 30 giorni anche il nostro giornale ha chiesto ai palermitani di eleggere il loro sindaco. Si poteva votare una volta al giorno e revocare eventualmente il voto già dato. Un misuratore di fedeltà verso il candidato e anche il termometro di chi “lavorava” di più in rete. Insomma, poco più di un gioco. Oggi dichiariamo chiuse le operazioni di voto, riapriremo i seggi dopo la presentazione ufficiale di liste e candidature. Intanto, a sorpresa, la vittoria di questa prima tappa – e senza ballottaggio – dobbiamo assegnarla a Ciro Lomonte che ha preceduto nell’ordine Forello, Ferrandelli, Spallitta, Orlando, Troia e La Vardera. Un sicilianista “re” di Palazzo delle Aquile? I bookmakers lo quotano come quotavano l’anno scorso il Leicester campione d’Inghilterra. È un gioco ma è meglio che i big, Leoluca in testa, sentano Claudio Ranieri e stiano attenti…


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