Amarcord rosanero per Lafferty. Lo spilungone che relegò in panchina Dybala e Belotti

A trent’anni, Kyle Lafferty fa il giramondo del calcio, ma il suo nome ricorda ai tifosi del Palermo la squadra che vinse a mani basse il camionato di Serie B, tre anni fa, col record dei punti e con cinque giornate di anticipo.

Er aun Palermo straordinario, visto con tre anni di distanza: un attacco che definire stellare non è esagerato, con Dybala, Belotti, Hernandez e Lafferty, senza escludere Franco Vazquez, riesumato da Beppe Iachini e ora al Siviglia, in Spagna, dopo la consacrazione in rosanero anche in Serie A e il corteggiamento di squadre come la Juventus. Tre anni, ma sembr aun secolo fa.

Quello spilungone nordirlandese di Laferty non lo conosceva nessuno, a parte Rino Gattuso che lo aveva conosciuto e allenato al Sion, in Svizzera e lo volle a Palermo, dove Zamparini lo aveva chiamato in panchina. Forte fisicamente, gran colpo di testa e una tecnica insospettabile per l’ex Glasgow Ranger che il ct della Nazionale non convocava per il suo comportamento non proprio irreprensibile. Anche in Sicilia fu accusato di avere troppe distrazioni fuori dal campo e, recentemente, in Gran Bretagna su di lui sono state gettate ombre legate alle scommesse.

Ma in quel Palermo dei record fu il secondo per numero di gol, 11, dietro a Abel Hernandez con 14 e spesso relegò in panchina giocatori come Paulo Dybala e Andrea Belotti, all’epoca soltanto delle speranze circondate da qualche scetticismo: l’argentino segnò cinque gol, il primo addirittura soltanto a marzo, Belotti, esordiente in B, dieci, ma entrando spessissimo dalla panchina.

Ora, i due sono proiettati verso traguardi importantissimi: l’argentino sogna la Champions League con la Juventus e il Pallone d’oro, mentre sul granata hanno messo gli occhi le big della Premier League, pronte a strapparlo al Torino a suon di decine di milioni di euro.
Nel giorno della semifinale di Champions, l’inglese Mail Online ha interpellato Lafferty per parlare dei suoi due ex compagni. “Dyabal non è il giocatore più grande – ha detto – ma è forte e può tenere la palla bene e creare un sacco di pericoli. Non ha mai paura di provare le cose. Non ho mai visto un giocatore impegnare così tanto i giocatori della difesa avversaria, nella mia vita. Ha un’abilità incredibile. È stato bello giocare a fianco di Paulo a Palermo. Il suo talento era chiaro e lui era un bravo ragazzo fuori dal campo. Paulo ha lasciato Palermo per andare alla Juventus e non si è guardato indietro. A 23 anni, anche se ha già ottenuto molto nella sua carriera ha un grande futuro davanti. Ha il potenziale per essere il miglior giocatore al mondo e la convizione per riuscirci. È argentino come Messi e, col tempo, Paulo prenderà da lui e dallo stesso Ronaldo. Non solo ha tutte le capacità per giocare al calcio, ma ha anche una mentalità forte. È già stato paragonato a Messi, ma lui vuole essere sè stesso. Negli anni a venire credo veramente che sarà il miglior giocatore del mondo e avrà sicuramente il suo nome sul Pallone doro. È così bravo da poter giocare ovunque, per qualsiasi club e per avere successo”.
A Belotti, Lafferty pronostica un gran futuro anche in Premier, dove Manchester United, Manchester City, Chelsea e Arsenal provano a strapparlo al Torino di Urbano Cairo. “Andrea è un giocatore di alta qualità. È molto forte con un grande fiuto del gol. Non sorprende che grandi club inglesi siano interessati a lui. Sarebbe un gran colpo per la Premier League”, ha detto.

 

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