Franco Lannino, il fotoreporter che ha inventato la campagna elettorale virtuale

Tanta fatica ma anche tanto divertimento. Del resto se lasci fuori la creatività cosa resta di una campagna elettorale? È quello che deve aver pensato Franco Lannino, fotoreporter di fama internazionale, anima e cuore dell’Agenzia Studio Camera, portata avanti assieme a Michele Naccari dal 1989. Della sua agenzia la famosa foto di Cuffaro con i cannoli o quella di Brusca in manette davanti all’immagine di Falcone e Borsellino.

Lannino ha deciso di non sottrarsi alla responsabilità di essere protagonista di quel cambiamento di cui molti parlano. E per la prima volta, lui che il mondo della politica l’ha visto dall’altra parte dell’obiettivo e frequentato per dovere d’ufficio, ha scelto di buttarsi nella mischia. Da sempre uomo di sinistra, ha voltato le spalle ad un comodo richiamo e ha scelto la linea meno scontata per manifestare il suo dissenso verso una Palermo che non riconosce più.

“Ho fotografato ogni angolo di Palermo, ne conosco gli aspetti più esaltanti e anche quelli meno nobili. Mi piacerebbe fare qualcosa per la mia città in questo momento di grande difficoltà.  Conosco Ferrandelli da molti anni, mi ha contagiato il suo entusiasmo e mi ha convinto la frase che usa spesso: non mi interessa da dove vieni ma dove vuoi arrivare”.

Fin qui niente di straordinario se non fosse che Lannino la sua campagna elettorale la sta giocando fuori da ogni schema. Movimenta la sua pagina facebook declinando messaggi che rispecchiano i suoi interessi extra professionali, primo fra tutti la tutela degli animali (è il responsabile del Rifugio del Gatto, ndr) e ha predisposto una campagna assolutamente virtuale. “Non ho grandi capitali da spendere per le affissioni stradali e quindi in rete, dove i soldi non dettano legge, ho proposto la mia immagine utilizzando le postazioni che gli altri pagano nel mondo reale.  In questo universo parallelo dico cosa mi sarebbe piaciuto fare se avessi la stessa disponibilità di quei candidati che monopolizzano le nostra strade”.

Un gioco che ha il sapore della provocazione.

“In parte è così, dall’altro è una maniera per riflettere, assieme a chi mi segue sui social, sulle abitudini e sui tic di alcuni candidati. Per esempio, vi siete chiesti perché c’è un candidato che nel poster non usa foto ma soltanto il cognome? Ecco, è uno di quelli a cui ho sostituito il banner facendolo mio. Anche se il mio colore non è l’azzurro…”

Per capire meglio consultare la nostra photogallery e la pagina facebook di Lannino che, intanto, per il periodo finale di questa campagna, sta mettendo in campo altre due sue passioni: il vintage e la Vespa. E questi sono gli unici indizi ad oggi disponibili…

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