Eterno Giorgio Corona. A (quasi) 43 anni segna e manda l’Atletico Catania in Eccellenza

Tra pochi giorni, il 15 maggio, Giorgio Corona festeggerà i 43 anni. E ancora, il bomber capellone, palermitano purosangue che a Palermo non ha mai giocato, segna e fa vincere le sue squadre. L’ultima rete, nel recupero del derby con il Città di Catania, è valsa la promozione in Eccellenza all’Atletico Catania, dopo un solo anno in Promozione. Un gol segnato in pieno recupero, che ha consentito alla nobile decaduta del calcio etneo di mantenere i due punti di vantaggio sull’Atletico Ragusa e tornare da dove era scesa l’anno scorso. Una vittoria che premia una scalata incredibile: a febbraio, l’Atletico aveva uno svantaggio dalla vetta della classifica di otto punti. La migliore difesa del campionato, appena 13 gol subite in 30 partite, 22 vittorie e una sconfitta e una striscia di dieci vittorie consecutive.

Se i gol di Re Giorgio, l’anno scorso non servirono a evitare la retrocessione, quest’anno, le sei reti in otto presenze dal suo ritorno in campo a gennaio, hanno contribuito, eccome, alla promozione di una squadra che ha centrato diversi record in stagione. Mai, però, quanti ne detiene il suo attaccante. Corona è uno degli attaccant più longevi al mondo. In carriera ha giocato più di 650 partite, segnando 250 gol in tutte le categorie: dalla Serie A, vissuta per un solo anno, con la maglia del Catania e con un gol al Palermo, in un memorabile derby al Barbera, alla B, col Catanzaro e il Mantova, fino ai campi di Serie C1 e C2, poi Lega Pro, anche col Messina di cui dovrebbe diventare dirigente, team manager, una volta appese le scarpette al chiodo, questa volta davvero, a fine stagione.

E’ stato un segno del destino che il suo ultimo gol fosse “pesante”, un gol per la gloria.

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