E vai con l’insulto

Ferrandelli, bersaglio delle raffiche di Orlando, Salvini e Catania, si tura le orecchie e passa al contrattacco: “Cominciano ad aver paura e per questo ricorrono al fango. Un nuovo sacco di Palermo? E ne parla proprio chi ha devastato la città con il tram e vuole portarlo a Mondello e in via Libertà?”

Se si esclude la tregua del ponte del Primo maggio, Fabrizio Ferrandelli porta a casa un non indifferente carico di insulti collezionati in meno di 48 ore. Come insegnano gli esperti di cyber war, rovinare la reputazione dell’avversario è la nuova frontiera dell’attacco politico, specie nell’epoca della comunicazione digitale dove i contenuti restano imperituri sul web. Su grande scala è la strategia applicata da Trump contro Hillary, in piccolo è quello che forse sta accadendo a Palermo contro il più accreditato tra gli sfidanti di Orlando.

Il primo attacco è stato di Giusto Catania, proprio alla vigilia del confronto tra i candidati sindaci. “Se si legge il programma elettorale di Ferrandelli si capisce chi paga la sua campagna elettorale”. Questa in sintesi l’accusa, resa ancora più infamante per via del riferimento al cosiddetto “sacco di Palermo” che, auspici Salvo Lima e Vito Ciancimino, cambiò devastandolo il volto della città negli anni ’60.

La seconda botta ha la firma proprio di Orlando. Dopo il confronto del Don Bosco, organizzato dall’Arcivescovo Corrado Lorefice e nel quale non poche sono state le contestazioni verso il sindaco (si sospetta partite dai fan di Ferrandelli), Leoluca ha dissotterrato l’ascia di guerra ed è partito in quarta: “Senza una visione ed un progetto rischiamo di consegnare la città al primo farabutto che capita”. E senza mai citarlo – ma con evidenti riferimenti di cronaca – ha rincarato la dose nel comunicato del giorno dopo. “Abbiamo avuto la conferma che qualcuno vuol fare ritornare Palermo nella palude”.

A chiudere il cerchio non poteva che essere Matteo Salvini. Dopo il soggiorno al Cara di Mineo e la difesa d’ufficio del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sul caso immigrati/ Ong, prepara così l’assist per Ismaele La Vardera: “Orlando e Ferrandelli sono roba da museo delle cere”.

“Cominciano ad avere paura della nostra proposta – replica Ferrandelli – e per chi non ne ha è più praticabile la via della denigrazione e del fango. Per un certo verso è quella che più gli si addice (evidentemente accomunando Orlando e Salvini, ndr). Mi dispiace, gli insulti me li farò scivolare addosso. Sono impegnato esclusivamente a creare opportunità di sviluppo per la città. Proprio ieri ho invitato Hu Kun, presidente di ZTE Western Europe per mettere a punto alcune iniziative. Alle parole io rispondo con i fatti”.

La questione del “sacco” però non gli va giù. “Ricordo che l’unica devastazione che Palermo ha conosciuto in questi anni è quello di una città sventrata dal tram. E non contenti, ci propongono nuove linee su via Libertà e a Mondello…”

 

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