#InternetDay: l’innovazione spaventa gli italiani, farebbe diminuire il lavoro

Secondo un italiano su quattro, l’innovazione tecnologica causa la diminuzione dei posti di lavoro. E più di un terzo (il 34,1%) non usa ancora i servizi in rete, ricorrendo ad amici, parenti o conoscenti (67,6%) o ad intermediari specializzati quali patronati o Caf (23,5%). Emerge anche questo dal rapporto Agi-Censis presentato al MAXXI di Roma in occasione del secondo Internet Day, che celebra il giorno in cui – era il 30 aprile 1986 – l’Italia si è collegata per la prima volta a internet dal Centro universitario per il calcolo elettronico di Pisa. Lo studio, intitolato ‘Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale’,  è stato realizzato nell’ambito del progetto triennale “Diario dell’innovazione – La reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi”.

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Guardando alla capacità attuale dell’Italia di tenere il passo dei paesi più innovativi, si registra una notevole sfiducia. Solo il 9,8% degli italiani ritiene che il divario accumulato in passato si sia ridotto negli ultimi anni. Al contrario, un 15,3% di “iper-critici” sono convinti che l’Italia stia sprofondando tra i paesi più arretrati d’Europa. La maggior parte degli intervistati ritiene che il Paese faccia molta fatica pur a fronte di alcune eccellenze (44,6%) e chi pensa invece che l’Italia stia cambiando ma sia un po’ al traino (29,6%) di quanto avviene all’estero.

 

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