Antonio Cassano e il rientro: “Pronto tra 2 mesi. Balotelli e Pogba sopravvalutati”

Antonio Cassano è pronto a tornare all’inizio della prossima stagione. “Tra due mesi avrò una nuova squadra e devo essere fisicamente pronto. Ora ho 4-5 chili in più – rivela alla Gazzetta dello Sport -. Si sono fatti avanti il Pescara con Zeman, il Palermo, il Crotone, l’Entella e ho chiacchierato anche col Verona. Non mi sentivo pronto fisicamente e non potevo bruciarmi con un flop. Ho avuto proposte da Cina, Emirati, Mls ma non mi interessano. Non ho problemi economici. Voglio giocare in Italia”.

Ma dove potrebbe andare Cassano? “Mi stuzzicano Udinese, Bologna e Sassuolo. Anche giocare a Verona, in A, sarebbe bello: tifosi fantastici, in 25 mila allo stadio… In B ci andrei per fare qualcosa di storico come portare l’Entella di Gozzi in A, però mi auguro che ci arrivi già quest’anno. Oppure, in caso di promozione in B, tornerei volentieri a Parma: città bellissima”. L’ex azzurro rivela anche il suo rifiuto alla Juventus: “Le ho detto quattro volte no e non mi pento. La prima quando ero al Bari e scelsi la Roma, due volte con Secco d.s. e infine Marotta: ci ha provato anche lui”.

Con la Sampdoria, invece, è finita male, anzi malissimo. “Per Ferrero e Romei potevo allenarmi ancora, ma qualcuno ha ritenuto che fossi ingombrante. Chi? Credo Giampaolo. Un capitolo chiuso. Ora provo solo indifferenza. Ma non posso avercela con Ferrero perché lui un giorno dice coppe e l’altro spade, e poi il vero presidente secondo me è l’avvocato Romei. Con lui ho litigato dopo il derby e l’avventura è finita. Entra nello spogliatoio dopo lo 0-3 col Genoa e dice: “Avete giocato come se non pagassimo gli stipendi”. Voleva lo scontro, fu accontentato. E ho pagato”.

Poi Cassano parla di se stesso e del calcio italiano: “Cassano è unico, un pezzo pregiato, raro. Tecnicamente mi rivedo in Insigne. I miei colpi li ha Schick: lo avevo capito subito. Siamo giocatori diversi, lui è più attaccante di me però è un fenomeno. Un consiglio a Totti? Di non mollare. Vale ancora 10-12 goal a campionato. Ma quando si gioca poco è dura per tutti fare bene. Io e lui siamo gli ultimi eroi di una certa generazione di attaccanti. È stato il mio miglior partner d’attacco. Tre giocatori sopravvalutati? Pogba, James Rodriguez e Balotelli”.

Il futuro? “Mi piacerebbe fare il responsabile dell’area tecnica. Come lo faceva Branca all’Inter. Io collante tra società, diesse e squadra: al d.s. faccio scegliere i giocatori ma poi l’ultima parola devo averla io, perché di calcio me ne intendo”. Così parlo l’idolo di Bari vecchia.

 

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