Autovelox, in Sicilia automobilisti virtuosi ma solo 39 gli apparecchi nelle autostrade

I numeri parlano chiaro: in Sicilia sono soltanto 39 gli autovelox che vengono utilizzati nelle autostrade siciliane. Una buona notizia per gli automobilisti? Forse sì ma sicuramente poco rassicurante per la sicurezza stradale. I dati che abbiamo raccolto nella nostra inchiesta, attraverso i compartimenti della Polizia stradale, ci dicono che solo 13 strumenti di rilevazione della velocità sono in dotazione per la Sicilia occidentale e 26, invece, per quella orientale. Cifre non coerenti con i dati nazionali, che pongono l’Italia al posto in Europa tra i paesi con il più alto numero di autovelox: 7.043 apparecchi fissi e mobili che vengono utilizzati sulle autostrade italiane.

“Noi non abbiamo postazioni fisse – ci spiega Maria Giulia Sireci, vice questore aggiunto della Polstrada-Sicilia occidentale – per cui le apparecchiature speciali vengono utilizzate, di volta in volta, dagli operatori che svolgono  quel servizio. Ecco perché si parla di servizi autovelox che implicano  l’utilizzo sul posto, da parte della pattuglia, di strumenti speciali che poi gli stessi agenti di Polizia, terminato il turno di lavoro, riconsegnano in ufficio. Purtroppo, al momento, non disponiamo di  apparecchiature fisse come i Tutor e i Vergilius e questo non ci consente di effettuare al meglio i controlli”.

Quello siciliano, dunque, è un quadro sconfortante che ci fa capire come nelle autostrade della nostra isola il basso livello di monitoraggio degli eccessi di velocità, dovuto alla carenza dei mezzi di controllo evidenziata dai numeri, non sia in grado di esercitare la giusta funzione dissuasiva per diminuire il numero di incidenti.

Passando, invece, al numero dei verbali contestati, la tendenza cambia. E il primo dato che salta agli occhi è quello del Compartimento della Polizia Stradale-Sicilia occidentale, per le province di Palermo, Agrigento e Caltanissetta. Si parla, infatti, di 570 “servizi”, cioè controlli effettuati con l’uso di apparecchiature telelaser e autovelox svolti nel 2016 e di 5.441 foto scattate. In questa attività 2.624 sono state, invece, le contravvenzioni per eccesso di velocità. Un dato che può essere comparato con quello del 2017 e riferito alla prima settimana di aprile, in cui gli operatori della Polizia stradale hanno svolto 71 servizi di rilevazione di velocità e fotografate 362 auto. Per gli eccessi di velocità, invece, sono stati 298 gli automobilisti a vedersi recapitato il verbale. Da questi dati emerge quindi che gli automobilisti siciliani sono virtuosi. Solo il 50 per cento rispetto al totale degli accertamenti tramite foto, ha ricevuto infatti a casa il verbale.

“La differenza numerica tra  il numero di foto e le contravvenzioni poi emesse –  spiegano dalla Polizia stradale –  avviene perché nella fase di accertamento noi verifichiamo se l’automobilista abbia superato realmente i parametri di velocità stabili in quel tratto autostradale e in questo caso si può dare l’avvio alla sanzione”.

Nella parte orientale dell’isola, invece, i numeri salgono in quanto i verbali contestati solo per il 2016 sono stati 4.992 su 382 rilevamenti con autovelox. E quest’anno, invece, al 31 marzo, sono state 1.206 le contravvenzioni elevate su 44 servizi sempre con autovelox. Una differenza che mette in risalto, sia in termini di rilevamenti che di verbali, una preminenza della Sicilia orientale, rapportata anche al numero superiore di strumentazioni in dotazione della Poltrada che opera in quell’area.

Infine, abbiamo voluto sentire Giovanni D’Agata, presidente dello sportello dei diritti che proprio sugli autovelox ci dato il suo parere. “Molti degli autovelox presenti sulle autostrade italiane sono nascosti e talvolta mal segnalati con cartelli stradali indicanti limiti e divieti praticamente invisibili. Situazioni che poi nella maggioranza dei casi sono causa delle sanzioni e, conseguentemente, degli infiniti ricorsi”.

“Questi ultimi, risultano essere sempre dispendiosi: appellarsi infatti al giudice di pace – aggiunge D’Agata – richiede un esborso di ben 43 euro, nonché di un bel carico di affanni per districarsi nella famosa burocrazia italiana e che spesso e volentieri, in molti potrebbero confermarlo, non sono nemmeno minimamente in grado di assicurare alcuna esenzione dal pagamento della multa. Insomma, tutto sembra portare in un’unica direzione: fare cassa”.

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