Citazioni e cattivi pensieri

Citazioni: Ismaele La Vardera, Nino Vaccarella, Gianfranco Micciché, Renzo Barbera

La Vardera, Miccichè e la Targa Florio sul podio delle notizie più menzionate. E quella gaffe perpetrata sulla memoria di Renzo Barbera

È la settimana delle citazioni. Sul podio Ismaele La Vardera che nel servizio d’apertura dedicatogli venerdì dal nostro giornale ( “Allarme rosso”) rimuove così l’ostacolo del programma del sindaco di Segrate copiato dal suo staff e riproposto in salsa palermitana: “Era una citazione – ha spiegato – c’erano buone idee che possono funzionare anche a Palermo”. Ovviamente La Vardera ha dovuto ammettere l’errore originario perché parlare nel suo programma della riqualificazione dell’Idroscalo è una cosa, ben altro occuparsi dello Zen
Il blog DiPalermo ha ospitato una riflessione di Dario Pennica, direttore e fondatore del periodico Sicilia Motori, sulla tragedia della Targa Florio. Pennica è uno che le cose non le manda a dire e anche stavolta è stato fedele al suo stile. “Le corse, è risaputo, sono pericolose. Per la sicurezza si fa molto, moltissimo, ma mai abbastanza. Ciò non assolve nessuno ma non deve risultare una condanna per questo sport (in Italia praticato da almeno 20.000 dilettanti), per gli organizzatori, per tutti gli operatori che lo animano con pura passione come l’ufficiale di gara rimasto ucciso. Niente però è mai per caso, un incidente ha sempre una o più cause. Se la dinamica che sin qui è stata raccolta a spizzichi non ufficiali sarà vera – ovvero che il pilota è stato colto da malore e la figlia navigatrice ha cercato di girare lo sterzo verso l’interno della curva per non finire fuori strada – bisogna allora risalire alla causa del malore. Non è possibile che prima del via di una corsa si controlli ogni minimo particolare della vettura e non ci si accerti delle condizioni di salute dei piloti, spesso over 40. Chiaro che alcuni malori non danno preavviso e colpiscono anche atleti in perfetta forma. Ma è inconcepibile che per correre in auto ci si sottoponga solo ad una visita medica preventiva e poi nessuno controlla se nel corso della stagione sia stato colpito da qualcosa che ne mina la reattività…” Ineccepibile. Meno comprensibile il finale dell’articolo in cui critica la sospensione della corsa. Leggete DiPalermo che non è mai tempo perso.
E a proposito di Targa Florio una citazione la merita il grande Nino Vaccarella che di questa corsa – e dell’automobilismo siciliano – è simbolo vivente. Sul Giornale di Sicilia del neo direttore Marco Romano, rivolge l’ennesimo appello alle istituzioni per trovare una casa a tutti i suoi cimeli. Una sorta di museo dell’automobilismo raccontato attraverso la storia di uno dei pochi italiani che ha avuto il privilegio di guidare una Ferrari sulle piste e sulle strade di mezzo mondo. Credo sia doverosa una risposta al grandissimo Nino e non dovrebbe essere difficile trovare uno spazio pubblico e non solo per fare un omaggio al pilota ma anche per differenziare l’offerta museale di Palermo, inesistente nel settore dello sport.  Ma poi pensiamo, per esempio, a cosa è stato adibito un immobile nella centralissima via Belmonte da un carabiniere in pensione, incidentalmente commissario della Provincia di Palermo, e viene da suggerire a Vaccarella di risparmiare il fiato e rassegnarsi.
Su Repubblica.it, pagine di Palermo, spazio a Gianfranco Miccichè. Mai banale, come spesso gli accade, volutamente controcorrente a cominciare dal look. Come Berlusconi gli ha insegnato, alle convention elettorali, si presenta sempre in maglione, giacca e cravatta le lascia agli altri (io posso, è il messaggio per niente subliminale). Poi lancia una bombetta: “Siamo tutti intercettati, se  qualcuno che si farà indagare per voto di scambio sappia che Forza Italia si costituirà parte civile”. I cattivi dicono: conosce bene le sue truppe. I saggi dicono: i sondaggi danno Ferrandelli più che competitivo, guai a farsi autogol. La stoccata finale su Orlando è magistrale, godranno anche gli eredi di Steve Jobs. Leggere per capire.
Per chiudere, una citazione mancata che mette tristezza e che ci ricorda che i giornali non si fanno con il pilota automatico. Qualche giorno fa dedichiamo l’apertura de ilGaz.it a Renzo Barbera, nell’anniversario della sua nascita e a 15 anni dalla scomparsa, con un’intervista al figlio Giuseppe. Non c’era una manifestazione pubblica a ricordarlo, né un lancio d’agenzia. L’omaggio al presidentissimo era una nostra idea. Succede che dopo una decina di ore dalla pubblicazione, un altro sito, che possiamo considerare il “padre” di tutte le testate online siciliane, replica l’idea con un’intervista alla figlia di Renzo (da noi solo citata e speriamo che ciò non abbia provocato una guerra in famiglia e sia stata l’origine di questa furbata…). Su internet vige una regola bastarda che le notizie non hanno padrone, siamo portati a pensare che le idee ancora ce l’abbiano. Sarebbe stata sufficiente una citazione di chi per primo ha tirato fuori l’idea, un segno di rispetto e anche di generosità nei confronti di chi ha poche settimane di vita sulle spalle. Uno scivolone oppure un sintomo dell’aria che si respira? Vaccinati dal rancore, vi consigliamo di comprare I love Sicilia: il titolo di copertina dedicato a Baccaglini vale da solo il prezzo di copertina.

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