Da scarto del Palermo a goleador in Cina. Eran Zahavi fa volare il Guangzhou R&F

Nel campionato cinese delle star ingaggiati a peso d’oro, a brillare è la stella di Eran Zahavi, israeliano, trent’anni, un passato, breve, anche al Palermo. Chissà quanti tifosi rosanero ricorderanno questo centrocampista taciturno, dalle poche presenze e ancor meno gol, seppure di bella fattura. Lontano dalla Sicilia, Zahavi ha dimostrato tutto il suo valore e, chissà, alimentato le nostalgie dei tifosi palermitani, davanti alle prestazioni dei giocatori mediocri che si sono esibiti al Barbera, negli ultimi anni.

Con una doppietta nell’ultimo turno di Super League, nel 4-1 in casa del Liaoning, la sua squadra, il Guanzhou R&F, secondo club di Canton dopo il più blasonato Evergrande, ha confermato la leadership della classifica, dopo cinque partite con 13 punti, davanti allo Shandong Luneng di Pellè e allo stesso Evergrande. Il centrocampista israeliano è il principale marcatore del club, con quattro reti già all’attivo in questo torneo. Si sommano alle sette segnate nello scorso campionato.

A Palermo era arrivato nel 2011, dopo la partenza di Javier Pastore, per poco più di un milione e mezzo di euro. Debutto e gol in Serie A, contro il Cagliari con una botta da fuori. Sembrava il nuovo colpo di mercato, sconosciuto e low cost, di quelli che una volta arrivavano a Palermo. Invece, piano piano, la sua parabola comincò a scendere. Aveva firmato unn contratto di cinque anni, ma dopo le venti presenze della prima stagione, con un altro gol, al Bologna, complice un infortunio, ne aggiunse altre due, poi a gennaio, nell’anno della retrocessione in Serie B, fu ceduto al Maccabi Tel Aviv, in Israele, mentre arrivavano i vari Formica, Anselmo, Fabbrini, Faurlin. Nel cederlo, il Palermo ci rimette anche economicamente, almeno un milione, ma lui vince subito due campionati di fila, col titolo di capocannoniere con 26 gol. Si dirà: il campionato israeliano non è la Serie A, come non lo è il campionato cinese. Ma siamo sicuri che un trequartista come Zahavi, bravo anche in zona gol, non avrebbe fatto comodo al Palermo più di un Sallai o di un Balogh? Domanda retorica e senza risposta, se non nei recessi di un animo malinconico che ormai deve cercare gol e vittorie lontano dallo stadio e dai colori di casa.

 

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