Ho tradito: temo la confessione oppure la vendetta?

Sono chiusa in bagno, scrivo questa paginetta in clandestinità. Nessuno deve vedere, nessuno dovrà sapere. Ieri ho tradito il mio uomo, lo scrivo oggi perché sino a pochi minuti fa non ero sicura di mettere nero su bianco la più orrenda infrazione al codice dell’amore. O almeno quella che ritenevo fosse la più orrenda. Perché a distanza di ventiquattrore non mi sento come una che ha commesso il peccato mortale. Ci ho pensato molto, tento di capire cosa mi ha spinto ad entrare in quella stanza della direzione generale decisa a trasformarmi in un attimo da moglie in adultera. E io che non credevo che la maggior parte dei tradimenti si consumano nei posti di lavoro… Un solo bacio, per carità, ma ci pensavo da tempo e questo trasforma un episodio se vuoi insignificante in un tradimento in piena regola.

Potevo telefonare e risolvere così un banale intoppo di lavoro e invece sono andata, ho scelto di osare, ho voluto infrangere il tabù. La mia psic sostiene che sento il fascino del potere e di non dare peso alla cosa a meno che non sia innamorata. Innamorata no, forse infatuata. Lui, peraltro, è molto preso da un’altra collega ma non si è tirato indietro. Un bacio che chiude la mia parentesi di fedeltà che credevo sarebbe stata eterna. O forse me la sono raccontata così perché la fedeltà non è mai stata il mio forte e alla natura non si comanda. Sono dispiaciuta ma non affranta, il senso di colpa non pesa quanto dovrebbe e questo mi preoccupa. Bacio un altro e dico di amare mio marito, c’è qualcosa che non funziona. Il tradimento è sempre un segnale che qualcosa non va? È giusto cercare le responsabilità del mio uomo per giustificare una mia deliberata decisione? Perché non ho avuto il coraggio di parlargliene prima invece di chiedermi se farlo adesso? Cerco perdono o comprensione? Temo la confessione o la vendetta? Ho paura di me o di lui? E con il direttore, che faccio? Un bacio, tante domande. E l’impossibilità di guardarmi allo specchio per timore di vedere una figura che non è quella donna che vorrei essere.

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