Urla nel silenzio

L’arcivescovo Lorefice e Pif in testa alla “marcia della dignità”. Un corteo silenzioso che inchioda Crocetta e ne decreta la fine politica

La presenza dell’Arcivescovo Corrado Lorefice a fianco di Pif, nella “Marcia per la dignità” è il segno inequivocabile del fallimento di Crocetta. Poche volte la Chiesa si è contrapposta in Sicilia alla politica. E quando lo ha fatto mille sono state le cautele. Stavolta la Curia ha messo in campo i suoi simboli più forti: la marcia parte dalla Cattedrale, in testa al corteo c’è un uomo che oscura la presenza, pur popolare, di Pif che appena un mese e mezzo fa aveva assediato Crocetta nel suo Palazzo.

#SiamohandicappatiNocretini sta a Crocetta come i cannoli a Cuffaro. Qualunque sia la risposta che oggi il Governatore potrà dare, in termini di risorse finanziarie e relativi servizi, può considerarsi chiusa a tutti gli effetti la sua avventura politica alla guida della Regione. La stroncatura ha una doppia matrice: quella mediatica rappresentata da Pif e quella del nuovo corso della Chiesa palermitana, sempre più ispirata da un Arcivescovo fortemente voluto dal Papa e che del suo mentore intende replicare su scala locale la chiarezza del percorso nell’impegno verso i più deboli.

La marcia per la dignità si è svolta in un assordante silenzio. Un silenzio che suona come la più pesante delle condanne.


AUDIO – Ascolta l’intervento dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice


Rosario Crocetta, elezioni regionaliLa replica del governatore Rosario Crocetta
Mentre i disabili siciliani sfilavano per il centro di Palermo nella “Marcia per la dignità”, per chiedere al governo della Regione di tenere fede agli impegni assunti, il governatore Rosario Crocetta ha risposto via social.

Pif alla marcia per i disabili: “Abbiamo rubato l’adolescenza a Sharon”

Pif, Pierfrancesco Diliberto“Sharon è una ragazza che ha due genitori disabili e la sua adolescenza gliel’abbiamo fregata. Lei ha fatto quello che doveva fare Crocetta e che tutti i parlamentari non hanno fatto. Ovviamente la responsabilità non è solo di Crocetta. Sharon faceva quello che avrebbe dovuto fare la Regione Sicilia e, invece, la notte si doveva occupare dei suoi genitori perché di giorno lavorava. Io non sono un economista ma non è plausibile che ogni voce di capitolo di spesa della Regione Sicilia abbia priorità rispetto all’assistenza dei disabili”.

“Parliamo di oltre 8 mila voci di capitolo di bilancio. E tra queste non è possibile trovare i fondi? Non hanno neanche la scusa di dire: ‘non ci sono soldi’. Perché i soldi ci sono. Quando si sono incontrati con i disabili hanno fatto una proposta ben precisa: ‘prendete dall’1,5 per cento al 4,5 per cento delle somme dalla variazione di spesa’. Non ci sono più scuse. Tra poco passeranno due mesi e, ad oggi, non è successo niente. Hanno preso i soldi e li hanno girati chissà dove”.

“La domanda era a Crocetta: quando risolverà definitivamente la questione disabili? E lui ha detto “tra due mesi”. A loro non gliele frega niente e solo perché ad ottobre ci saranno le elezioni se ne devono occupare. Ecco perché siamo qui”.

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