L’attentato al Borussia Dortmund: al vaglio la pista anti-nazista e il terrorismo islamico

La polizia tedesca sta indagando dopo l’attacco al bus del Borussia Dortmund. Tre esplosioni, al passaggio del mezzo, hanno mandato in frantumi i finestrini ferendo Bartra (che è stato operato al polso) e un agente. Secondo le forze dell’ordine le bombe avrebbe potuto causare danni maggiori e si è trattato solo di un caso fortuito se l’incidente si sia concluso con conseguenze tutto sommato minime.

Ma chi è stato a compiere quello che ormai viene definito un attentato? Un’ipotesi potrebbe essere legata a qualcuno che aveva “rancore” verso il Borussia Dortmund ma le vere piste sono altre. L’agenzia di stampa tedesca ha scritto che una rivendicazione è arrivata da un gruppo anti-nazista. Ma la dichiarazione dell’ANTIFA dice che l’autobus è stato preso di mira perché il Borussia Dortmund non ha fatto abbastanza per combattere il razzismo, il populismo di destra e il neo-nazismo.

Molti giornali tedeschi, come il Suddeutsche, hanno invece pubblicato una lettera di un gruppo islamico che si assumeva la paternità dell’agguato. “In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso”, si legge nel documento che fa riferimento all’attacco con il camion al mercatino di Natale a Berlino. Nella missiva si sostiene che gli aerei da guerra tedeschi stanno uccidendo musulmani nelle terre controllate dall’Isis e che, per questo motivo, anche le stelle dello sport e le celebrità della Germania sono su una “lista della morte dello Stato Islamico”. In ogni caso, entrambe le minacce sono ritenute serie dagli inquirenti e per questo motivo Borussia Dortmund-Monaco, che si recupera oggi pomeriggio, è considerata a alto rischio. Ma anche per Bayer Monaco-Real Madrid di stasera sono state previste imponenti misure di sicurezza.

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