La Spagna incorona Dybala dopo la doppietta in Champions: è lui l’erede di Messi

Il titolo più bello è senza dubbio quello del sito di As, nella sua versione digitale: Bonucci che con un braccio cinge le spalle di Leo Messi e tende l’altro a indicare qualcosa. “L’uscita è lì”, la didascalia della foto. Anche se la Juve non ha ancora la qualificazione in mano e il Barcellona non è ancora fuori, per i giornali spagnoli un’epoca sembra essersi comunque chiusa e un nuovo re è salito sul trono. Paulo Dybala ha scalzato Messi, almeno per una notte.

Una Juventus “ringiovanita” sugli scudi per la lezione di carattere data ai catalani e Dybala celebrato come erede di un Messi sotto tono e palesemente nervoso, anche se è stato di gran lunga il migliore dei suoi. Dybala, davanti al suo idolo Messi, è stato il protagonista con un primo tempo da urlo condito con la doppietta. “È stata una grande partita, siamo stati bravi perché abbiamo sfruttato tutte le opportunità. Il 3-0 è un risultato positivo in vista del ritorno di Barcellona,  sapevamo che non dovevamo prendere gol e ci siamo riusciti. Sono felicissimo – ha continuato l’argentino – già da bambino sognavo di vivere questi momenti. Ma il merito è della squadra, siamo in un buon momento, abbiamo grande fiducia per raggiungere tutti i nostri obiettivi”. Attenzione, però, al Barcellona capace di clamorose rimonte. Il PSG sta ancora piangendo dopo che la squadra blaugrana ha recuperato dal 4-0 di Parigi vincendo in casa per 6-1. “Lo sappiamo – ha parlato da leader Dybala -. Sarà dura, il 3-0 non ci deve lasciare tranquilli ma siamo una grande squadra. Lottiamo tutti insieme e anche quelli che sono in panchina sono pronti a fare meglio dei titolari”.

Al di là delle dichiarazioni di Luis Enrique e della necessità imposta dal 3-0 dello Stadium, in Spagna credono poco all’ennesima remuntada. “Vergognoso” è l’aggettivo che un opinionista di Marca usa per il primo tempo del Barcellona che, anzi, a differenza di quel che si era visto a Parigi contro il PSG, nella ripresa ha dato segni di vitalità. Il catalano Sport va oltre l’analisi della partita. Troppi gli scivoloni diventati batoste, da Parigi, a Malaga in Liga fino alla notte da incubo di Torino. Quando episodi del genere si ripetono, c’è da riflettere, oltre alle scelte tattiche di Luis Enrique che, con un solo cambio, ha dimostrato di non aver fiducia nell’organico di una squadra alla quale urge una rivoluzione, una rifondazione.

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