La benzina italiana è la più cara d’Europa: ecco la classifica

La benzina italiana è la più cara d’Europa. Non è una novità, semmai è la conferma che arriva dalla statistica di marzo dell’Oil Bullettin stilato dall’Unione Europa. L’Italia, purtroppo, è in cima alla classifica e non è una bella notizia. Anche perché si prevedono aumenti, seppure contenuti, nei giorni di Pasqua e con l’arrivo dell’estate. Tutto nella norma come il costante (e amaro) primato italiano nel costo del carburante.

L’Italia “vola” e addirittura straccia gli altri Paesi spendendo ben tre volte di più rispetto a quello che pagano gli Stati Uniti, ultimi in graduatoria. Secondo la tabella, i distributori italiani fanno pagare per 50 litri di benzina circa 76,60 euro di cui 26,37 solo di carburante, seguono l’Olanda con 76,25, poi la Grecia con 75,8. Gli Usa, invece, spendono 22,76 euro per un pieno che salgono a 28,45 comprese le accise. In media un pieno di carburante in Italia costa 50 di euro di tasse e 25-26 euro di carburante contro i 6 euro di tasse e 22 euro di materia prima pagati dal cittadino americano.

In Italia, tra Iva e accisa, ogni litro di carburante vale un euro di imposte. Il prezzo attuale della benzina si compone di tre parti: il prezzo netto del combustibile, che include anche il guadagno dei gestori della pompa, le accise e l’Iva. Le accise pesano per più di un terzo e sono composte in buona parte da imposte di scopo, introdotte dai vari governi per raggiungere specifici obiettivi. Ma ecco cosa paghiamo ogni volta che acquistiamo un litro di benzina. L’elenco completo delle 17 accise sui carburanti, a cui va aggiunta l’Iva al 22%. Situazione simile per il diesel. L’Italia in questo caso si colloca al terzo posto, superata solo da Regno Unito e Svezia.

1) 0,000981 euro: finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935-1936)
2) 0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956)
3) 0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)
4) 0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)
5) 0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Belice (1968)
6) 0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976)
7) 0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia (1980)
8) 0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983)
9) 0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996)
10) 0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004)
11) 0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005)
12) 0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009)
13) da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011)
14) 0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)
15) 0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011)
16) 0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” (2011)
17) 0,02 euro: terremoto in Emilia (2012)

 

Jose Marano

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