Milan-Palermo 4 – 0

Maurizio ZampariniE ora vediamo chi comanda. Se Zamparini porta ancora la corona Diego Lopez può programmare in anticipo le vacanze. Il Palermo visto a Milano, seppur penalizzato dall’immediato gol di Suso, è privo di logica oltre che di anima. Ma se Lopez non è un “buon pastore” e non può incidere sullo spirito ha invece il dovere di rispettare la logica tattica anche se la serie B era vicina ancor prima di cominciare.
Se al contrario Baccaglini è davvero il numero 1, l’allenatore uruguaiano, al di là dei suoi meriti, potrà continuare a sedere sulla panchina più nefasta d’Italia. Ma sarebbe anche il segnale che il famoso piano B è già scattato. Inutile spendere altri denari, meglio pensare al prossimo campionato.


È la partita dell’amor proprio e della dignità. Il Palermo cerca di mascherare la sua rassegnazione e di frenare la rincorsa del Milan verso la zona Europa. Ma già alla prima occasione, dopo appena 5 minuti, Suso mette la partita nei binari preferiti del Milan. Una punizione perfetta, meno perfetta la posizione di Fulignati che incassa ancora una volta un gol al primo tiro in porta.


I piani tattici di Lopez sono stati subito disinnescati, la densità a centrocampo si dimostra ininfluente perché il filtro è meno efficace senza Gazzi e la fase di ripartenza lenta e prevedibile. Del resto partire con l’handicap di un gol non è condizione favorevole per una squadra che somma limiti caratteriali a quelli tecnici. Detto questo è l’ennesima partita che il Palermo prende gol strepitosi. La parabola di Suso è da applausi ma è anche vero che è il primo gol stagionale dello spagnolo su punizione, il secondo in assoluto del Milan su palla inattiva. Come dire: aspettavano le maglie rosa? Al 18’ arriva addirittura il raddoppio: sempre Suso il protagonista, il suo cross sul secondo palo premia l’inserimento di Pasalic che tocca la palla due volte per mandarla alle spalle di Fulignati.


E potrebbero già essere tre, dopo 24 minuti i gol di svantaggio ( record stagionale…) ma Bacca sceglie la conclusione dal limite – invece di continuare la corsa solitaria verso la porta – mancando nettamente l’angolo che Fulignati aveva lasciato scoperto.
L’inconsistenza del Palermo è ancora più evidente perché il Milan si ritira di una ventina di metri lasciando al Palermo una sterile circolazione di palla che non produce altro che un calcio d’angolo ( e siamo già alla mezz’ora) a seguito del quale Jajalo centra il signor Carugati nel secondo anello della curva alle spalle di Donnarumma.
Bacca si riscatta al 36’: perfetto il cross di Calabria e l’impatto di testa del colombiano che, a pochi metri dalla porta, non può sbagliare.


Entra Sallai per Bruno Enrique e pochi secondi dopo Bacca grazia ancora Fulignati sprecando un deliziosa tocco d’esterno di Kucka, capace di scavalcare l’ancora una volta stralunato assetto difensivo rosa.
Bisogna attendere il 22′ per vedere archiviata l’inutile difesa a tre con il cambio, più di facciata che di sostanza, tra Goldaniga e Trajkovski. Un cambio inaspettato anche dai giocatori che hanno continuato per minuti a chiedere istruzioni alla panchina.
Al 25 arriva il poker del Milan: Deulofeu, il migliore in campo per distacco (e non a caso destinato a tornare a casa Barcellona), “mangia” 25 metri di campo e prepara il destro a giro che con millimetrica precisione coglie l’angolo di sinistra


Lopez si candida al premio Oscar per la coerenza e non cambia né uomini né assetto tattico dopo l’intervallo. Così il Palermo si trova ad avere anche nel secondo tempo le stese difficoltà del primo. Incapace di trovare giocate in verticale, neutralizzate le possibili incursioni esterne di Rispoli, non ci sono strade da battere per mettere Nestorovsky in condizione di nuocere.


La resa degli ultimi 15 minuti è totale, non c’è più alcuno stimolo agonistico, si va avanti per forza d’inerzia. Gonzalez riesce a farsi espellere sullo 0-4 (nono rosso collettivo) a testimoniare ciò che molti sospettano: la unica vera prestazione da serie A del costaricense risale al Mondiale contro l’Italia.
Il fischio finale suggella un bilancio terrificante: quinta sconfitta di fila e 67esimo gol subìto. Alla vergogna non c’è fine.

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