Baccaglini, dacci la Primavera

È tempo di dare spazio ai nostri “pulcini” per salvare il brand rosanero. Vi ricordate il Palermo dei picciotti?

Baccaglini, adesso basta, fai giocare la Primavera. Chiediamo scusa a Rispoli che non merita anche l’umiliazione che deriva dal nostro appello oltre a quelle che sinora ha raccolto in tutti gli stadi d’Italia. A Rispoli e solo a Rispoli perché rappresenta l’emblema del calcio che ci piace: al di là del risultato la sua maglietta alla fine della partita è sempre fradicia di sudore.

Detto questo, è obbligatorio ricordare che le colpe di Zamparini nella gestione di questa stagione sono degni del tribunale del popolo, del gulag siberiano e del daspo immediato per tutti gli stadi del mondo. Gli effetti negativi del caos che ha creato supera di gran lunga la mediocrità del livello della squadra che ha allestito. Facile dirlo adesso perché senza controprova, ma siamo i soli a sospettare che il Palermo con Ballardini (e il minimo garantito che aveva richiesto ad agosto, cioè un portiere di esperienza) si sarebbe salvato?

Baccaglini dice di volere puntare sul brand? Quale migliore operazione di marketing di giocare con una formazione di ragazzi, magari più Pezzella, Balogh e Sallai che sono pari età dei Primavera? E magari anche con Marson che tanto peggio dei due colleghi non deve essere. Vuole davvero Baccaglini fare una mossa popolare, fare pace con la gente, tutelare i marchi commerciali che accompagnano il Palermo? Allora faccia finire questo scempio, sia garibaldino nello spirito, piratesco nell’azione, faccia onore ai suoi tatuaggi che non sono trasferelli e che vorranno dire pur qualcosa. Aldo Moro soleva dire: “diffidate dei giovani che non sono rivoluzionari”. Vuol dire che non hanno idee, aggiungiamo noi. Baccaglini, guardi la sua carta d’identità, ricordi a sé stesso di essere giovane non solo nell’aspetto e compia il primo passo della sua rivoluzione. Vuol scommettere che domenica il Barbera sarà tutto con lei se scenderanno in campo i baby rosa? Faccia un salto nel panificio di via De Gasperi e si faccia raccontare da Vasari cos’era il Palermo dei picciotti e con quale affetto era seguito. Tanto di questa squadra l’anno prossimo cosa resterà? Chi ha mercato andrà via prima ancora delle pippe (e non sono poche). Sarebbe per sempre l’eroe di Palermo, glielo garantiamo e in termini mediatici la sua mossa farà il giro del mondo. Non le possiamo promettere il solito striptease se ci accontenterà (in redazione siamo in prevalenza maschi e invero un po’ bruttini) ma per fare pari e patta magari potremmo tatuarci in una coscia il logo della sua Integritas. Che ne dice, l’accendiamo? Mandiamo l’aquila in pensione e facciamo volare i pulcini?

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