Caso Oreto, Li Castri: “Comune in regola, bastava conoscere le leggi”

Nessuna sospensione dei lavori sul fiume Oreto. La conferma arriva da Mario Li Castri, dirigente comunale che sta seguendo le operazioni. Un intervento  che mette un punto alle polemiche.

“I lavori non sono sospesi, sono terminati”, conferma Li Castri. Gli operai al lavoro nel tratto tra il ponte di via Guadagna e la zona nei pressi del ponte Bailey avrebbero già rimosso i detriti che devono essere solamente spostati.

“Gli interventi nei fiumi – spiega il dirigente comunale –  sono soggetti a tre vincoli: quello idrogeologico, che non richiede autorizzazioni, quello paesaggistico, che secondo l’articolo 2 del DPR31 del febbraio 2017 non ha bisogno di autorizzazione, e quello Sic (sito interesse comunitario), che richiede una semplice comunicazione. Il problema potrebbe essere nato dal vincolo paesaggistico che ha avuto una recente modifica delle normative forse non conosciuta da tutti. La Forestale ci ha richiesto le autorizzazioni, ma queste non servivano e, inoltre, i lavori erano già terminati”.

“Il Comune – continua Li Castri – è in regola dal punto di vista normativo. Inoltre a noi non è arrivato alcun provvedimento formale, né dalla magistratura né dalla polizia giudiziaria, per far sospendere i lavori che, peraltro, sono già stati completati. Di conseguenza le polemiche sono inutili”.

Gli interventi erano fondamentali per la sicurezza della città. “Si tratta del punto più pericoloso per il pericolo esondazione perché gli argini sono più bassi. Un’eventuale ondata di piena avrebbe potuto causare un’esondazione. Tra l’altro il fiume Oreto è stato cementificato negli anni ’50 fino alla foce, quindi i rifiuti non hanno nel fondale una appiglio, scivolando fino alla foce”.

“I lavori di manutenzione ordinaria – conclude Mario Li Castri – sarebbero di competenza della Regione, ma non vengono realizzati da anni. Per questo, per garantire la sicurezza della città, abbiamo realizzato un primo provvedimento straordinario di protezione civile”.

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