Palermo, Bruno Henrique sotto inchiesta: avrebbe ottenuto la falsa cittadinanza italiana

Cittadinanza falsa per circa 300 calciatori brasiliani. Secondo la Procura di Nola i giocatori avrebbero ottenuto il passaporto italiano “aiutati” da un’organizzazione che gli faceva aggirare i vincoli della normativa. Si tratterebbe di atleti dei campionati italiano, francese e portoghese della massima serie, tra loro anche Bruno Henrique del Palermo ma altri sudamericani che militano in serie A. I calciatori ottenevano la cittadinanza la cittadinanza italiana grazie allo “ius sanguinis”, cioè per il fatto di aver un parente prossimo nato in Italia.

Peccato, però, che il tutto era fatto senza avere i requisiti previsti dalla legge e senza seguire le norme previste per il tesseramento. Il responsabile dell’Ufficio di Stato Civile di un Comune del napoletano e il titolare di un’agenzia di pratiche amministrative di Terni sono stati messi agli arresti domiciliari. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, falsità ideologica favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tra i calciatori brasiliani c’è anche il giovane talento del Monaco, squadra di Ligue 1 del campionato francese, Gabriel Boschilia, che sarà impegnato in Champions League per i quarti di finale contro il Borussia Dortmund; dell’Atletico Mineiro, dello Sporting Club Internacional e del Red Bull (serie B carioca) oltre a molti altri atleti che militano nel futsal (calcio a 5).

Lo scandalo dei passaporti falsi non coinvolge le società calcistiche che sono estranee ale le accuse. La procura di Nola, guidata dalla dottoressa Stefania Castaldi, ha informato della vicenda e degli arresti la Federazione italiana gioco calcio, gli organi federali europei e i club interessati. Il Palermo ha fatto sapere che Bruno Henrique godeva dello status di comunitario quando è stato acquistato e il club è estraneo ai fatti, di non conoscere i termini della vicenda e di non avere avuto alcun rapporto con i soggetti coinvolti nell’inchiesta.

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