Titoli azionari “bidone”? Boom di cause a Palermo: in 100 chiedono risarcimenti

È boom di cause a Palermo per i titoli “spazzatura” venduti ai risparmiatori da Banca Popolare di Vicenza e dalle controllate Banca Nuova e Veneto Banca. Nell’inchiesta, l’ex presidente Gianni Zonin e l’ex amministratore delegato Samuele Sorato sono indagati per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza mentre all’Istituto di credito è stata elevata dall’Antitrust una multa di 4 milioni e mezzo di euro.

I correntisti italiani, che hanno acquistato titoli, il cui valore è passato da 62.5 euro a 1 centesimo, sono circa 100 mila di cui 100 solo nel capoluogo siciliano. Si sono rivolti allo studio legale Palmigiano, esperto nella tutela dei consumatori e in diritto bancario, per sperare in un risarcimento. Sulla base della sentenza di una settimana fa del Tribunale di Verona, la banca è stata condannata a pagare alla correntista che ha fatto causa il valore delle azioni acquistate oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria delle somme. Da Palermo partirà quindi una sorta di “class action” condotta dall’avvocato Alessandro Palmigiano, che la settimana scorsa ha vinto il premio Loy-Lawyer of the Year, patrocinato alla Commissione europea, alla Borsa italiana, quale studio legale d’eccellenza in diritto bancario per il Sud Italia.

La controversia è stata illustrata oggi nell’ambito della presentazione della settima edizione del seminario sui consumatori che si svolgerà venerdì 7 aprile, alle 9, al dipartimento di Studi europei e dell’integrazione internazionale dell’Università degli Studi di Palermo (via Ugo Antonio Amico). A illustrare il Seminario, oltre all’avvocato Palmigiano, anche Antonello Miranda, ordinario di Diritto privato comparato in Ateneo, organizzatori di un appuntamento, diventato ormai fisso, per illustrare le ultime sentenze in materia di diritto dei consumatori.

“Si tratta di un contenzioso in aumento – ha dichiarato Palmigiano – il 30 per cento dei clienti che si rivolgono al mio studio, tra privati e imprese, mi sottopongono cause con le banche. Ho notato spesso che tutto ciò è legato a un rapporto tra banca e clienti cambiato nel tempo, anche alla luce della trasformazione del ruolo degli istituti di credito, da erogatori di credito si sono, spesso, trasformati in società di investimenti”. Si parlerà non solo di titoli ma anche di black list e di home banking. Uno dei casi più eclatanti riguarda una donna finita nelle “sofferenze” della Banca d’Italia senza essere avvertita per tempo che ha fatto rircorso all’Arbitro bancario per risolvere il problema ma aumentano in maniera esponenziale le denunce su errori o furti, attraverso il fenomeno del “phishing” per operazione di banche online o postali.

 

 

 

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