Troppo fritto in casa: giudice condanna coniugi di Monfalcone

Una puzza di fritto insopportabile, che arrivava dai vicini, tanto da trascinare in Tribunale la coppia di cuochi casalinghi. Odore di sugo e di frittura “tanto che mi sembrava la loro cucina in casa mia”, ha denunciato la signora di Monfalcone, in provincia di Gorizia, che ha trascinato davanti al giudice una coppia di inquilini “colpevoli” di esagerare con olio e padella. Incredibile ma vero la Cassazione ha riconosciuto il reato di “molestie olfattive”: in pratica la puzza che invade gli spazi comuni, per la Suprema Corte, può essere infatti ricompresa nell’articolo 674 del codice penale, quello che punisce il getto pericoloso di cose.

La vicenda è avvenuta nel “tranquillo” Friuli Venezia Giulia ma figuratevi quanto cose potrebbero esplodere in Sicilia, terra tradizionalmente “regina” del fritto e del cibo da strada. “Quando cucinavano – aveva dichiarato la parte offesa – l’appartamento si impregnava dell’odore del sugo e dei fritti” e i giudici, in tutti e tre i gradi di giudizio hanno riconosciuto le ragioni della signora oppressa dai fumi “inquinanti”. Fino all’ultimo, la difesa degli imputati ha sostenuto l’impossibilità di estendere il getto pericoloso di cose anche agli odori. La Cassazione ha definitivamente sancito il contrario: esistono le molestie olfattive e chi le provoca deve essere punito. Con la conseguenza che il fritto è pericoloso non solo per la salute ma anche per la legge.

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