Da Neto a Courtois fino a Posavec e Donnarumma. Quando gli errori dei portieri sono senza appello

I tifosi del Palermo ci sono abituati agli errori dei portieri. Con quelli di Posavec si può fare una collezione degli orrori, usando un gioco di parole. E anche quelli della Juve non contano più quelli del brasiliano Neto, che scalpita alle spalle del monumento Buffon, ma che quando gioca regala perle degne di…Posavec. E non è che una star come Donnarumma sia esente da paperone colossali: quella di Pescara è soltanto l’ultima di una serie. Ma Gigio gode di ottima stampa, ha le stimmate del predestinato e tutto passa in cavalleria. Il fatto è che gli errori dei portieri sono inappellabili, quasi sempre ne nasce un gol per gli avversari. Un attaccante può sbagliare un gol fatto, ma magari gli arriverà un’altra occasione e il suo errore sarà dimenticato. Il portiere no, e rischia di restare marchiato.

Spesso, a fregare i numeri uno sono i piedi. Donnarumma, domenica a Pescara, Neto ieri al San Paolo, Courtois a Londra, tutti traditi dalle loro estremità basse. L’errore dello juventino è forse il più clamoroso, ma in fondo il meno grave. Sì, la Juve ha perso, ma ha conquistato lo stesso la qualificazione alla finale di Coppa Italia; la papera di Donnarumma è costata al Milan il pari a Pescara, mentre quella di Courtois il momentaneo pareggio del Manchester City nel big match di Premier League, poi vinto dal Chelsea grazie a una doppietta di Hazard. Che ha segnato il suo primo gol anche grazie a un mezzo errore del portiere argentino dei City Caballero, comletamente spiazzato dal suo tiro a giro. Insomma, Posavec può consolarsi: nella giostra delle cappellate non è certamente da solo.

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