Olio di palma addio: ora si muove anche il Parlamento Europeo

Una risoluzione del Parlamento Europeo dovrebbe introdurre un sistema di certificazione unico per l’olio di palma ed eliminare progressivamente l’utilizzo di oli vegetali entro il 2020. Con 640 voti favorevoli, 18 contrari e 28 astensioni, l’Ue ha preso posizione con l’obiettivo di contrastare l’impatto non sostenibile della produzione dell’olio di palma che porta alla deforestazione e al degrado dell’habitat, in particolare nel sud-est asiatico.

“Vogliamo un dibattito aperto con per avere una produzione di olio di palma sostenibile, senza abbattere foreste e con condizioni dignitose per quanto riguarda i diritti umani. Questa è la prima relazione del Parlamento europeo su questo tema e spetta alla Commissione come sostenerla. Non possiamo ignorare il problema della deforestazione, che minaccia l’accordo globale COP21 sui cambiamenti climatici e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”, ha dichiarato la relatrice Katerina Konecna.

I deputati hanno segnalato che il 46% dell’olio di palma importato dall’UE è utilizzato per produrre biocarburanti che richiedono l’uso di circa un milione di ettari di suolo tropicale. Inoltre, hanno chiesto alla Commissione di prendere misure per eliminare progressivamente l’uso di oli vegetali, incluso l’olio di palma, usati come componente dei biocarburanti che sono causa di deforestazione, possibilmente entro il 2020. Secondo elaborazioni della Ong Transport & Environment su dati Oilworld, Italia (95%), Spagna (90%) e Paesi Bassi (59%) sono i paesi Ue che impiegano più olio di palma per la produzione nazionale di biodiesel.

In uno studio della Coldiretti si evidenzian che, negli ultimi dieci anni, le importazioni in Italia di olio di palma sono triplicate (+212%) e nel 2015 hanno raggiunto il quantitativo di oltre 1,6 miliardi di chili. Nella stessa analisi, si evidenzia che per la prima volta c’è stato un calo del 10% nei primi sette mesi del 2016 rispetto all’anno precedente.

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