Muore Giovanni Sartori, l’uomo e il politologo sempre controvento

Autore di libri, saggista, scrittore, sociologo, giornalista ma soprattutto fine politologo. Giovanni Sartori verrà ricordato per la sua forza e la sua veemenza lessicale. Le mandava a dire senza se e senza ma a quella politica sorda e soprattutto cieca, quando si trattava di mettere mano ai sistemi elettorali. Strumenti che come lui più volte affermava erano sempre “a servizio della politica e non della gente”.

Fautore nel 2013 del doppio turno senza premio di maggioranza, che sostenne nell’appello firmato e sottoscritto, oltre che dai professori Luciano Bardi, Piero Ignazi e Oreste Massari, da oltre 100 scienziati. Nei fatti il superamento del “Porcellum”. “Riteniamo che sia tempo di adottare finalmente un sistema elettorale chiaro e trasparente nei suoi meccanismi e nelle sue potenzialità – disse Sartori – il maggioritario a doppio turno, sul modello del sistema elettorale francese per l’elezione dei deputati dell’Assemblea nazionale. Queste caratteristiche del sistema maggioritario a doppio turno ci inducono a ritenerlo il più adatto a contenere la frammentazione, a rafforzare i rapporti fiduciari elettori ed eletti, a favorire la formazione di coalizioni e a scegliere la coalizione per il governo, consentendo una competizione bipolare e una democrazia dell’alternanza”. 

Oltre alle sue tantissime battaglie contro le forme distorte che le leggi elettorali producevano, fu netta la sua posizione sull’Italicum: “Intanto partiamo dal nome: Italicum è ridicolo. Le definizioni Mattarellum e Porcellum le ho inventate io ma perché erano i nomi degli autori di quei meccanismi elettorali. Italicum invece ricorda un treno, o giù di lì. Anche perché allora la Germania dovrebbe chiamare il suo sistema elettorale Alemanicum, l’Inghilterra Anglicum, gli Stati Uniti… boh è più difficile. Ma insomma ci siamo capiti. Io ho sempre sottolineato che il doppio turno funziona se i partiti si presentano da soli e non in coalizione. In modo che ogni forza politica deve presentare il suo candidato migliore per accedere al secondo turno: davvero così si offre all’elettore la possibilità al secondo turno la possibilità di scegliere, e di dare un preferenza non manipolabile; e nella mia ipotesi al secondo turno ne passavano quattro. Invece, nell’Italicum i partiti che vanno da soli vengono penalizzati con soglie di sbarramento fino all’8 per cento mentre chi si coalizza viene premiato. Una assurdità che va contro ogni logica”. Questo era Sartori, un uomo di una limpidezza intellettuale come pochi, che sapeva tradurre la complessità dei sistemi elettorali in semplici esercizi “matematici”.

Le sue 10 frasi più celebri:

“Nel nuovo Senato non ci vorrei proprio andare. Guardi questo volume. Sessanta costituzionalisti, di destra, di sinistra, di centro, dicono tutti che questa proposta di riforma costituzionale è una schifezza”

“La sinistra è vergognosa. Non ha il coraggio di affrontare il problema. Ha perso la sua ideologia e per fare la sua bella figura progressista si aggrappa alla causa deleteria delle porte aperte a tutti. La solidarietà va bene. Ma non basta”

“Non sventolo nessuna bandiera. Questo pacifismo è cieco e non lo approvo. Anzi, lo sa come lo chiamo?  Cieco-pacismo. Chi è “senza se e senza ma” non vede niente”

“Non mi importa nulla di destra e sinistra, a me importa il buonsenso. Io parlo per esperienza delle cose, perché studio questi argomenti da tanti anni, perché provo a capire i meccanismi politici, etici e economici che regolano i rapporti tra Islam e Europa, per proporre soluzioni al disastro in cui ci siamo cacciati”

“Insegnavo alla Columbia quando Obama era studente. Da giovane, da “più giovane”, era un lavativo. Dai miei corsi, che erano corsi temuti, ha girato alla larga, non l’ho mai visto. Sul fronte di questo candidato siamo nel buio perché il nuovo, il giovane ed il fresco sono contenitori vuoti, non vogliono dire nulla”

“Sono sempre stato anticomunista. Morto il comunismo, non lo sono più”

“L’Europa non esiste. Non si è mai visto un edificio politico più stupido di questa Europa. È un mostro. Non è neppure in grado di fermare l’immigrazione di persone che lavorano al 10 per cento del costo della manodopera europea, devastando l’economia continentale. Non è questa la mia Europa”

“Nei limiti che si impone, Mentana ha intelligenza e autonomia. Mimun è completamente appiattito”

“Berlusconi le azzecca perchè le dice tutte, perciò a volte ci prende”

“Renzi è svelto, furbo, agile. Uno con i riflessi prontissimi. Però imbroglia le carte su tutto: un conto sono le promesse elettorali, un altro camuffare la realtà”

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