MAGNIFICO CENTRO

Il progetto anti Grillo dell’ex-rettore Roberto Lagalla: rappresentare in maniera equilibrata il voto moderato. E sullo sfondo l’idea della “grande coalizione”

È in grandissima forma. Una forma propedeutica ad una maratona. Del resto dovrà faticare non poco a respingere tutti i paletti che proveranno a mettergli davanti da destra e da sinistra. Roberto Lagalla non ha mai amato nascondersi, la presentazione del suo movimento Idea Sicilia è preludio logico ad una cavalcata verso Palazzo D’Orleans, oggi celata soltanto per carità di patria. Inutile farsi nemici in questa fase preliminare. Di certo, a guardare la platea che l’ha sostenuto durante la sua prima uscita, gli eventuali concorrenti dovranno fare i conti anche con l’ex rettore.

“Le persone si contano ma anche si pesano – sottolinea Lagalla , a cui non è sfuggito il “parterre” trasversale e qualificato che s’è trovato davanti – e siccome cerchiamo di creare un programma condiviso la partecipazione attiva è essenziale”.

Lei è sempre stato il candidato ideale per tutto…

“Non so se prenderlo come un complimento o se ciò ha finito per rappresentare un limite. Francamente per ora non mi pongo il problema, nel senso che la priorità è restituire alla Sicilia una base di programma con cui affrontare il futuro. Detto questo c’è la mia disponibilità a rappresentare una sintesi tra le varie anime che intendono frenare la deriva populista. Io mi sento profondamente centrista e per questo mi è facile dialogare con molte anime dei due schieramenti. Idea Sicilia ha il compito di raccogliere le idee che provengono dai tanti territori della regione e svilupparli attraverso tavoli tematici”.

Professore, sembra di sentire Faraone. Del resto, nel corso del suo ultimo semestre da rettore molti l’avevano accreditata come il futuro candidato renziano alla presidenza, auspice proprio Faraone…

“Non mi meraviglia che questo sia anche il metodo di Faraone perché è un modo corretto di affrontare la fase programmatica”.

Dicevamo, amico dei renziani ma anche con ottimi rapporti, mai nascosti, con Alfano e l’anima new popular. Del resto il denominatore comune di centro sinistra e centro destra è il centro…

“Francamente oggi vedo poca destra e poca sinistra”

E lo stato di salute del centro la convince?

“Se Renzi vincerà, come sembra, nel partito democratico si affermerà la supremazia di un’area più moderata con cui sarà più semplice costruire quel contenitore capace di raccogliere le istanze provenienti dai diversi schieramenti”.

Una sorta di DC con un altro nome? Ma allora è proprio vero che moriremo democristiani…

“La Dc com’era una volta non tornerà più ma credo che, non solo in Sicilia, si senta la necessità di un soggetto politico inclusivo”.

Non sarebbe più semplice una “grande coalizione”?

“Non voglio illudermi ma è certo che bisognerà fare qualcosa di molto concreto per recuperare il voto di protesta e l’astensionismo, fenomeni che rischiano di consegnare la Sicilia a Grillo”.

E se anche questa volta dovessero frenarla?

“Vuol dire che avremo contributo ad una riflessione ampia e profonda sulle priorità che dovrà affrontare il prossimo governo della Regione”.


Nell’immagine in alto, Roberto Lagalla ospite nei locali di redazione de ilGaz.it – © Studio Camera

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