La triste storia di un uomo che si attaccò al tram…

Giuseppe (nome fittizio), ogni giorno, intorno alle 13.30, prende il suo scooter e da via Bronte, zona Borgonuovo, guida fino in via Ruggero Settimo per andare al lavoro.

Per cause meteorologiche Giuseppe oggi decide di utilizzare il magnifico tram che transita a pochi passi da casa sua. Tutto perfetto, penserete, perché il tram è puntuale e Giuseppe arriverà in orario sul posto di lavoro.

Il primo dubbio, però, a Giuseppe viene pensando a quali mezzi dovrà prendere: un tempo un solo autobus passava per via Castellana, portandolo fino a piazza Croci. Certo, l’autobus aveva orari che i più definirebbero utopistici, nel senso che era un’utopia vedere l’autobus in orario e, in certe giornate, vedere l’autobus e basta. Giuseppe si convince che probabilmente, anche se dovrà prendere un secondo mezzo alla stazione Notarbartolo, riuscirà comunque ad arrivare in tempo. Decide, quindi, che è il momento di provare il tram ed esce da casa alle 13.00, mezz’ora prima rispetto al solito.

Il povero Giuseppe però non aveva fatto i conti con un problema più grande: trovare un biglietto Amat in prossimità di casa. Chiuso il tabacchi di via Castellana, chiusa l’edicola di via Modica. Leggenda narra che ci fossero i distributori automatici di biglietti alle fermate ma che questi siano stati eliminati a causa di simpatici autoctoni che si divertivano a rubare i pochi spiccioli contenuti all’interno. Intanto i minuti passano. Fortuna volle che un raggio di sole squarciò le nuvole e così, gettata alle ortiche l’idea di prendere il tram, Giuseppe decise di prendere lo scooter, arrivando appena in tempo per non essere rimproverato dai suoi capi.

Morale della favola: non importa che ci sia l’autobus, il tram o la metropolitana. Se non funzionano i servizi correlati è tutto inutile.

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