Zampa Rotta

Più che una sconfitta un fallimento totale, sportivo e imprenditoriale. Dieci anni di calcio spettacolo costruiti su una spesa sproporzionata e sull’abilità di Foschi e Sabatini. Poi  l’austerity e l’incompetenza e la vanità del presidente hanno preso il sopravvento. I soldi delle cessioni eccellenti e l’incognita Baccaglini.

E’ giusto così. E’ giusto che l’agonia abbia termine nel rispetto della logica del calcio e dell’impresa aziendale. Ai tifosi, a cui interessa per prima cosa il risultato, va specificato – non spiegato perché un’idea se la sono fatta da tempo – la causa di questo misero fallimento. Perché la caduta del Palermo è qualcosa di molto più complesso di una sconfitta ( che nello sport bisogna sapere accettare). A retrocedere prima di una squadra è il modello d’impresa fatta di approssimazione, incapacità manageriale e bugie, caratteristiche che si protraggono ormai da anni. E malafede. Non c’era più una lira e questo s’era capito ma in tempo di crisi ciò che ti salva è la solidità strutturale. Zamparini non l’ha mai avuta né cercata, il suo modello d’impresa è sempre stato basato sul “chi ha più soldi compra ciò che vuole”. Persino il silenzio complice di chi sapeva che si era ad un passo dal baratro e per comodità taceva. Troppo facile esibire Pastore, Dybala, Cavani o Vasquez come vessilli di una sin troppo sbandierata competenza calcistica alimentata furbescamente da ds e allenatori a libro paga.

Se spendi e spandi prima o poi c’azzecchi. Se hai Foschi e Sabatini è ancora più facile. Quando non hai più niente di tutto questo nuoti sempre con la testa nel guano. Qualcuno, tuttavia, è in grado di fare i conti della gestione degli anni felici? Potremmo dare un occhio alle spese? Vogliamo vedere per un Pastore quanti Bertolo o Lores Varela aveva Zampa nello stato di famiglia? Quanto costavano gli ingaggi di alcuni giocatori comprimari legati a doppia mandata a agenti e mediatori locali e sparsi per il mondo? Da quando il flusso di denaro liquido ha interrotto il suo percorso rigeneratore verso viale del Fante è cominciata la caduta libera. La finale di Roma del 2011 l’ultima luce prima del buio pesto.

Il re adesso è nudo, Zamparini imprenditore non è poi così diverso da Zamparini presidente. Entrambi hanno bisogno di Baccaglini. Ed è quanto dire. Ora, sarò un po’ vintage ma io l’economia la vedo in modo semplice. Se ho i soldi entro in un panificio e pago il panino che porto a casa. Dubito che il panettiere mi farebbe uscire con la mafalda se dicessi “attenda un attimo, faccio una colletta tra amici, torno qui e la pago. Nel frattempo lei è ancora il proprietario (virtuale) del panino”. La risposta corretta sarebbe “torni quando ha i soldi”. Ma alternative Zamparini non ne ha, le ha cercate e fatte cercare, senza esito, in ogni continente. Segno che internet funziona bene e la sua fama l’ha preceduto.

Per quanto riguarda le imprese di famiglia, ha ragione il sor Maurizio: sono affaracci suoi. Sulla squadra di calcio si potrebbe avanzare qualche dubbio perché c’è un implicito fatto di rappresentanza sociale di cui tenere conto. La certezza è che la musica è finita, abbiamo trasmesso, per quest’anno e forse per chissà quanti altri. Baccaglini ispira simpatia ma porta con sè connotati di qualcosa di troppo indefinito. E, dispiace per lui, ma i palermitani il bonus/incertezza l’hanno tutti già abbondantemente speso. Pazienza poca, tolleranza zero: questo è ciò che trova il sorridente Paul. Andiamo in B sorridendo. Tifiamo per il Crotone e per Zeman. La salvezza dell’anno scorso può considerarsi la conferma di una legge inesorabile: il calcio, nel lungo termine, ha una sua logica. E nel calcio il bluff dura, al massimo, per un tempo.

A microfoni spenti

Sirigu, Cassani, Zaccardo, Barzagli, Balzaretti, Grosso, Barone, Santana, Pastore, Amauri, Cavani, Dybala, Vasquez, Hernandez, Lafferty, Belotti: poi un giorno qualcuno – preferibilmente non un giudice – ci spiegherà quanto hanno fruttato queste cessioni e da cosa sono stati assorbiti i relativi ricavi. E per favore, mr Baccaglini, in nome della trasparenza faccia vedere al mondo la copia del bonifico per l’acquisto del Palermo. Ne guadagnerà in stima e consentirà a noi di capire chi deve dire grazie a chi. Se noi a Zamparini per un decennio indimenticabile, oppure…

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