A volte un sondaggio è solo un sondaggio

Elezioni comunali PalermoIl nostro sondaggio sulle elezioni comunali di Palermo, in questi primi giorni, ha destato interesse e suscitato qualche polemica, ovviamente alimentata via social. Poiché riteniamo utile il confronto, diventa indispensabile qualche precisazione.

La prima è semplice semplice: non risponderemo mai agli insulti ma sempre alle critiche, tentando di capire se e dove abbiamo sbagliato, fornendo chiarimenti laddove richiesti. La seconda è, per così dire, filosofica: siamo ciò che scriviamo e null’altro. Scarsi o bravi, rossi o neri ma mai per interposta persona. Non ci sono suggeritori, né palesi né occulti.

In questi giorni ne abbiamo sentite troppe. Il titolo Forza Fabrizio sarebbe stato un endorsment per Ferrandelli e non piuttosto un gioco di parole per sottolineare la pace fatta tra il candidato sindaco e Forza Italia. Poi siamo stati arruolati tra le file di Faraone perché abbiamo interpretato le parole del leader dem come una candidatura per la Regione (titolo “Parole da Presidente”). Infine siamo diventati seguaci di Forello perché lo abbiamo indicato come “ras” del voto telematico nel momento in cui aveva il 60% delle preferenze, sottolineando come la risposta massiccia del M5S fosse la prova di una ritrovata coesione interna dopo le polemiche dello scandalo-firme.

Tre indizi dovrebbero darvi una prova: il tifo non fa parte del nostro mestiere, guardare in più direzioni (e senza pregiudizi) invece sì.

Ritorniamo al sondaggio: esso è un misuratore di tendenza. Che i grillini fossero i più rodati con la rete è soltanto una conferma. Anche i seguaci di Lo Monte ci hanno dimostrato di saperci fare. Buon per loro. Nessuno credo dubiterà che la percentuale finale di Orlando, il 12 giugno, sarà superiore a quella attribuita dal nostro sondaggio. Questo per chiarire che non c’è alcuna pretesa demoscopica. Forse si sfiora il campo della sociologia, nel senso che lo strumento fornisce una chiave di lettura del nostro contesto sociale.

Passiamo alla parte tecnica. Ciascuno può votare dalla propria rete internet una volta al giorno e quindi dopo 24 ore sarà in condizione di esprimere nuovamente il suo consenso. Se, ad esempio, si vota da casa con il wifi il voto valido sarà quello di chi nel nucleo familiare si collega per primo in quella giornata. Inutile provarci, il sistema dichiara non valido ogni voto dopo il primo. Dal dispositivo mobile si vota sempre una volta al giorno. Si può anche revocare il proprio voto e assegnarlo ad un altro candidato da qualsiasi dispositivo si voti.

Detto questo un sincero ringraziamento ai tanti che in questi giorni ci hanno fatto sentire il loro incoraggiamento e hanno apprezzato la formula del giornale, lo spirito con cui proponiamo le opinioni, il tentativo di dare un senso al tempo che trascorrete con noi. Facile non è e lo sapevamo. I risultati, straordinari e impensabili, rappresentano la più importante delle ricompense.

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