Ciro Di Vuolo: Corecom Sicilia fa recuperare a utenti 2,5 milioni di euro dagli operatori telefonici

Ciro Di Vuolo è dal 2010 presidente del Corecom Sicilia, l’organo di governo, garanzia e controllo sul sistema delle telecomunicazioni. Napoletano, laureato in Economia e Commercio all’Università di Palermo. Commercialista e revisore contabile. Uno screening a 360 gradi sullo stato di salute della struttura regionale e un bilancio su ciò che si è fatto e su quanto si farà. E soprattutto sul funzionamento di questo strumento. Dai contenziosi alle conciliazioni.

Presidente, entriamo subito nel vivo dell’attività del Corecom

Noi siamo il braccio operativo in Sicilia dell’Agcom (Autorità delle garanzie nelle comunicazioni). Consideri che in ogni regione esiste un Corecom. Ormai da cinque anni svolgiamo l’attività di conciliazione e da un anno facciamo anche quella delle definizioni delle controversie tra utenti sia privati che istituzionali e gli operatori telefonici. Oltre alle altre competenze in rapporto con il pubblico, gli editori, i gestori dei mezzi di comunicazione e le istituzioni.

Mi spiega in particolare le controversie con gli operatori telefonici?

Con le conciliazioni noi ci limitiamo a ricevere un’istanza dall’utente che ha un problema con un operatore telefonico. Convochiamo l’utente e l’operatore e dopo una breve discussione si arriva ad una condivisione. Una sorta di mediazione. Ad esempio: io ti devo 100, tu me ne dai 80 e chiudiamo la controversia con un verbale di conciliazione. In questo caso il Corecom svolge attività di segreteria, di supporto, in quanto l’operatore di fronte ad una nostra richiesta è obbligato a presentarsi, anche se noi non interveniamo solo sul contendere. Invece, chi non trova accordo nella conciliazione, successivamente trascorsi 30 giorni, può rivolgersi sempre a noi per chiedere la definizione della controversia. Ed è quello che facciamo da un anno. Quindi si tratta di due passaggi diversi. Nel caso della definizione siamo noi ad entrare nel merito, stabilendo chi ha ragione e chi ha torto.

Adesso parliamo adesso un po’ di numeri

Il dato più rilevante è che dal 2012, che coincide con l’inizio di questa nostra attività sul territorio, al 2016 ai cittadini sono stati restituiti 2.460.552 di euro. Un buon risultato che però ci impone di fare di più. Sono state 3.020 le istanze di conciliazioni nel 2016, di cui 1488 chiuse con esito positivo, cioè l’utente ha trovato un accordo con l’operatore telefonico. E nel 2015, invece, sono pervenute 2.667 istanze di cui 1.005 quelle chiuse con esito positivo.  Gli utenti che usufruiscono maggiormente dei nostri servizi provengono dalla provincia di Palermo, circa il 44 per cento. Da Catania solo il 10 per cento.

Quali sono stati i disservizi di cui gli utenti si sono maggiormente lamentati?

La mancata portabilità, le spese fatturate per servizi mai chiesti, la sospensione ingiustificata del servizio, linee telefoniche e internet. Anche i Comuni medio piccoli si sono rivolti a noi perché il servizio è gratuito. Così come i privati cittadini ma anche agli enti locali.

E l’operatore telefonico che ha ricevuto più istanze di controversie?

Tim, Fastweb e Vodafone. Le lamentele hanno riguardato questi tre gestori con una preminenza per quelle contro la Tim.

Risulta oneroso il servizio di internet per gli utenti sempre in tema di controversie?

Certamente le fasce più colpite sono quelle dei giovani dai 16 ai 18 anni e gli anziani  per l’assenso talvolta involontario a servizi non voluti.

E per inviare un’istanza un cittadino cosa dovrebbe fare?

Deve collegarsi al nostro sito web all’indirizzo Corecom Sicilia dove è possibile scaricare l’istanza, che può essere inviata tramite mail o fax o anche brevi mano

Avete qualche progetto all’orizzonte?

Le dico in anteprima in anteprima che il prossimo 7 Aprile apriremo una sede del Corecom anche a Catania, all’interno dell’ex Palazzo Esa. Questa nuova struttura avrà le stesse competenze e gli stessi servizi della struttura principale. E saranno quattro le unità impiegate. Il progetto nasce, anche, per agevolare l’utenza della Sicilia orientale che non dovrà più avere il disagio di raggiungere la sede di Palermo. Un bacino che crediamo debba essere implementato, in considerazione del dato del 10 per cento di istanze provenienti proprio da Catania. In fondo il nostro compito è proprio quello di far restituire denaro ai cittadini.

 

 

 

Pin It on Pinterest