FORZA FABRIZIO

Hanno fatto pace prima del giorno delle elezioni. E questo non era affatto scontato. Ferrandelli accetta il simbolo di Forza Italia, Miccichè dovrà accettare Ferrandelli firmando, tuttavia,  una cambiale in bianco. Non potrà certo illudersi di aver fatto inghiottire un rospo di 15 chili a chi ha sostenuto da sempre un’esperienza fuori dai partiti senza un prezzo da pagare.

Fabrizio FerrandelliLeoluca OrlandoSe vincerà, Ferrandelli passerà all’incasso limitando, sull’onda di una vittoria che sarebbe storica e comunque oggi assai più che incerta, l’influenza dei partiti di centrodestra (tradotto: seggiole e poltrone).
Intanto l’ex parlamentare democratico comincia a puntare il bersaglio grosso. E’ Orlando più che Forello il suo competitor, segno che più che al ballottaggio pensa al passaggio successivo. Lo fa tentando di sfondare nelle periferie che, tradizionalmente e più del centro storico e della borghesia palermitana, rappresentano lo zoccolo duro orlandiano, raccontando ciò che a suo dire sono “le mistificazioni di un percorso che fortunatamente ormai è alla fine”, cercando i punti più sensibili dell’avversario – credibilità e progetti di sviluppo – schierandosi senza se e senza ma contro il progetto di mobilità basato sul tram. E ovviamente sottolineando cosa recita la carta d’identità: “ho preso una mia foto del 1985, avevo 5 anni e Orlando era già sindaco. Basta questo per capire che forse è il momento di cambiare, di utilizzare al meglio le cose buone che ha fatto ma cominciando finalmente ad amministrare questa città”.

Ascolta l’intervista

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